Migranti, Toninelli: gli altri Paesi aprano i loro porti, diventi un problema europeo
ROMA - "Nessuno si potra' mai, ne' deve, permettere di dire che l'Italia, gli italiani, il governo italiano tengono una politica xenofoba contro i migranti, che si disinteressa di questi richiedenti asilo in condizioni di disperazione, pero' abbiamo anche detto basta". Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, lo dice in collegamento telefonico con SkyTg24, a proposito della gestione dei flussi di migranti e del caso Aquarius, nave che trasporta oltre 600 persone raccolte in mare e alla quale insieme al collega all'Interno Matteo Salvini ha negato l'accesso nei porti italiani.
Quella che sta svolgendo l'Italia "e' un'azione di buonsenso, nessuno si deve permettere di dire che stiamo portando avanti una gestione disumana. Tutt'altro: e' un'azione di buonsenso che ha al centro proprio i richiedenti asilo che devono essere salvati all'interno del porto sicuro e deve essere garantita una redistribuzione che e' un obbligo dei partner europei. Noi chiamiamo tutta l'Europa ad un'azione di responsabilita'", aggiunge Danilo Toninelli.
"Tutte le imbarcazioni, ong, tutte le altre imbarcazioni, portavano direttamente i migranti, i richiedenti asilo, sul suolo italiano. Oggi l'Italia sta dicendo che essendo un problema internazionale e' necessario che venga gestito da tutti i partner esposti. Malta e' uno di questi" e "rappresenta fin da ieri il porto piu' vicino e sicuro in cui garantire lo sbarco e la messa in sicurezza di tutti i richiedenti asilo". Questa "e' una assunzione di responsabilita' che Malta non puo' evitare di prendersi e a cui ufficialmente, sottolineo, l'Italia ha chiesto di aprire i porti perche' per anni siccome rispondeva sempre negativamente o non rispondeva affatto, siamo tornati a chiedere ufficialmente la sua azione di responsabilita' e stiamo aspettando che ufficialmente ci dia una rispiosta".
"Le condizioni all'interno della nave Aquarius sono buone. Ci sono viveri e stiamo aspettando la ufficailita' della risposta di Malta" assicura Toninelli. "Ieri sera abbiamo chiesto a Malta un intervento per una verifica umanitaria dello stato di salute, Malta non ci ha risposto e il presidente del Consiglio Conte ha fatto inviare due motovedette con medici a bordo che hanno fatto un turno notturno- ricorda Toninelli- Questa mattina abbiamo mandato altre due motovedette con medici che sostiuivano quelli mandati ieri sera".
"Stiamo parlando certamente di una soluzione che deve arrivare, per alcuni giorni ci saranno viveri a sufficienza". I migranti "sono monitorati costantemente dai nostri medici italiani, a breve ci sara' evidentemente un risposta".
Il governo gialloverde, continua il ministro delle Infrastrutture, si rivolge "ai partner europei, quelli ad esempio la cui bandiera sventola su queste navi ong", perche' "e' giunto il momento di assumersi le proprie responsabilita'" in quanto "non sta scritto da nessuna parte che il Paese la cui bandiera batte sulla Ong non debba essere il Paese una volta acquisti questi migranti, questi naufraghi sulla nave, che debba gestire tutte la pratiche di messa in sicurezza e salvataggio di queste persone", .
"Va aperto un dibattito europeo- dice Toninelli- va fatto velocemente, l'Italia non puo' piu' essere lasciata da sola". Quindi "faremo un'analisi approfondita e totale di tutte le normative marittine e internazionali, noi del ministero dei Trasporti insieme al ministero dell'Interno, per meglio gestire le situazioni critiche come quelle di questa notte". Per quel che riguarda il luogo dove devono sbarcare i migranti per la messa in sicurezza "secondo "il diritto marittimo internazionale", ad esempio, "chi dice e dove sta scritto che devono essere ad esempio i porti, e soprattutto perche' i porti italiani, e non anche altri luoghi da valutare?", si chiede il ministro.
"Chiediamo metaforicamente che vengano aperti i porti degli altri Paesi, e' questo che deve avvenire. Gli altri Paesi devono aprirsi al salvataggio dei richiedenti asilo di modo tale da rendere questo problema quasi esclusivamente italiano un problema europeo", conclude Danilo Toninelli. (DIRE)