13 ottobre 2020 ore: 16:34
Immigrazione

Trasferimenti migranti navi quarantena. Medu: “Irragionevoli e dannosi”

L’organizzazione ribadisce la necessità e l’urgenza di predisporre nell’immediato “strutture territoriali di prossimità per l’isolamento dei casi positivi, con figure sanitarie adeguate e la possibilità di informare in modo esaustivo e puntuale le persone isolate sui rischi e le misure previste per il contenimento del virus”
Foto da Dire.it nave-quarantena "Moby Zaza''
 

ROMA - Una decisione del tutto “irragionevole e dannosa”. Medici per i Diritti Umani esprime sconcerto e disapprovazione per i recenti trasferimenti presso le navi quarantena di Trapani, Palermo e Bari dei richiedenti asilo accolti in alcuni Cas di Roma e risultati positivi al Covid-19. Per l’organizzazione la soluzione è “irragionevole”, perché, come più volte suggerito alle istituzioni competenti dalle associazioni riunite nel Tavolo Immigrazione e Salute e nel Tavolo asilo, “sarebbe stato sufficiente predisporre per tempo, in ogni territorio e in particolare nelle grandi città con un elevato numero di centri di accoglienza e di persone senza fissa dimora, delle strutture di prossimità per l’isolamento dei casi positivi, ricorrendo anche ad alberghi in disuso o a beni confiscati, come peraltro previsto dal Decreto Rilancio”. Ed è “dannosa”, perché i trasferimenti comportano lo sradicamento dal territorio, la perdita del posto presso i Cas, l’allontanamento dalle Questure e dalle figure di riferimento per proseguire l’iter della richiesta di asilo, la sospensione dei percorsi di inclusione sociale e spesso anche di cura. 

“È necessario infatti ricordare che tra i richiedenti asilo è presente un’elevata percentuale di casi vulnerabili, tra cui le persone sopravvissute a torture e trattamenti inumani e degradanti nei paesi di origine e di transito, particolarmente in Libia. Queste ultime rappresentano oltre il 90 per cento dei pazienti di Medu e necessitano di una presa in carico medico-psicologica tempestiva e continuativa, ancor più in questa delicata fase pandemica, che rischia di esasperare le già critiche condizioni psico-fisiche di molti pazienti” spiega Medu, che ribadisce la necessità e l’urgenza di predisporre nell’immediato “strutture territoriali di prossimità per l’isolamento dei casi positivi, con figure sanitarie adeguate e la possibilità di informare in modo esaustivo e puntuale le persone isolate sui rischi e le misure previste per il contenimento del virus”. Come Medu ha modo di constatare ogni giorno attraverso le attività di screening e sorveglianza epidemiologica attiva presso gli insediamenti precari e di assistenza medico-psicologica presso il centro Psychè, le misure attualmente adottate nella capitale per la gestione della pandemia tra i rifugiati e le persone senza fissa dimora risultano palesemente insufficienti a garantire la tutela della salute individuale e pubblica. 

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