22 maggio 2017 ore: 13:04
Immigrazione

Migranti, Unhcr in Libia: "Rifugiati in condizioni scioccanti"

L’Alto commissario, Filippo Grandi ha visitato Tripoli e annunciato che l’organizzazione intensificherà la presenza nel paese con programmi miranti. Sarà assicurata assistenza anche agli sfollati interni. In tutto 1,3 milioni di persone nel paese hanno bisogno di assistenza sanitaria
Centro di detenzione di Tripoli

- ROMA - “Sono rimasto scioccato dalle condizioni in cui si trovano i rifugiati e i migranti. I bambini, le donne e gli uomini, che hanno sofferto così tanto, non dovrebbero sopportare tali difficoltà”. A dichiararlo è Filippo Grandi, Alto Commissario Onu per i rifugiati, in missione in questi giorni in Libia. L’Unhcr ha infatti annunciato di voler intensificare la presenza nel paese con programmi mirati a rispondere al peggioramento della crisi umanitaria dovuta a conflitti, insicurezza, instabilità politica e a un’economia crollata nel paese nordafricano. Grandi ha visitato Tripoli domenica 21 maggio, durante il suo soggiorno, ha incontrato rifugiati e migranti in alcuni dei centri di detenzione di Libia.

Secondo i dati sono circa 300mila i libici sfollati dai conflitti in corso. Nel complesso, più di 1,3 milioni di persone - compresi gli sfollati interni, nonché i libici vulnerabili, le comunità ospitanti, i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo - hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. “Centinaia di migliaia di persone in Libia sono state colpite da problemi di ordine pubblico, l’ assistenza è insufficiente, mancano medicinali essenziali, cibo, acqua potabile, rifugio e istruzione – sottolinea l’Alto commissariato. In risposta a questa situazione, l'Unhcr sta ampliando le sue operazioni umanitarie esistenti nel paese e sta rafforzando la cooperazione con l'Oim per sfruttare i rispettivi punti di forza di entrambe le organizzazioni. “Non dobbiamo sottovalutare la sfida di operare in un contesto instabile e come la Libia di oggi", ha dichiarato Grandi. "La nostra capacità di accedere e di fornire efficacemente la protezione e l'assistenza necessari è una sfida costante. Le persone che stiamo cercando di aiutare, anche il nostro personale, vivono in una situazione di enorme rischio”.

Oltre ai nuovi uffici e a centri di sviluppo per i rifugiati e i richiedenti asilo, l'Unhcr sta inoltre aumentando la sua presenza in luoghi di sbarco per persone salvate o intercettate in mare, in stretta collaborazione con Oim e altri partner. Al tempo stesso, l'accesso e l'assistenza umanitaria ai rifugiati e ai richiedenti asilo vulnerabili nei centri di detenzione gestiti dalle autorità libiche saranno aumentati. Ci si concentrerà sulle attività umanitarie salvaguardando la vita e promuovendo il rilascio di rifugiati detenuti e richiedenti asilo. Nell'ultimo anno e mezzo, l'Unhcr è stata in grado di garantire il rilascio di più di 800 profughi vulnerabili e richiedenti asilo. L’Agenzia Onu promuoverà inoltre i suoi programmi per aiutare gli libici e le comunità ospitanti che hanno bisogno di un miglior accesso a servizi di base, seriamente deteriorati a causa della crisi. Tra le altre attività, sono previsti progetti di impatto immediato su base comunitaria su piccola scala a beneficio delle comunità ospitanti, degli sfollati, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. La Libia continua ad essere il principale punto di partenza per i rifugiati ei migranti che cercano di raggiungere l'Europa. L'Alto Commissario è stato accompagnato a Tripoli dal suo incaricato speciale per la situazione mediterranea centrale, Vincent Cochetel, che coordinerà la risposta transfrontaliera dell'Unhcr alla complessità dei movimenti migratori misti nel Mediterraneo e dal direttore regionale Unhcr per il Medio Oriente Est e Nord Africa, Amin Awad.

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