24 luglio 2018 ore: 15:43
Immigrazione

Migranti volontari, Bologna s’interroga. Il comune: "Andiamo avanti, è integrazione”

Lamine è uno dei trenta migranti che volontariamente ogni settimana si prendono cura delle piazze e delle strade di Bologna: "Quando mi hanno offerto questa possibilità ho detto subito di sì". I volontari hanno dai 18 ai 31 anni, provengono da Nigeria, Burkina Faso, Gambia, Senegal, Guinea, Pakistan e Costa D'Avorio e sono stati accolti nel sistema Sprar bolognese
Migranti volontari a lavoro

BOLOGNA - "Sono in Italia da due anni e quando mi hanno offerto questa possibilità ho detto subito di sì". Lamine ha 18 anni, è originario del Gambia e dal 2016 è entrato nel circuito dell'accoglienza bolognese. Oggi studia in un istituto tecnico ("voglio lavorare nel settore meccanico"), e in un buon italiano racconta la sua esperienza di volontariato nel progetto "Bologna Si-Cura". "Ci hanno chiesto se volevamo fare qualcosa per la città in cui vivevamo, io mi sono fatto avanti, ho fatto un corso e ora sono qui". Lamine è uno dei trenta migranti che volontariamente ogni settimana si prendono cura delle piazze e delle strade di Bologna. Hanno dai 18 ai 31 anni, provengono da Nigeria, Burkina Faso, Gambia, Senegal, Guinea, Pakistan e Costa D'Avorio e sono stati accolti nel sistema Sprar bolognese, la rete che si occupa di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Con le loro pettorine gialle di riconoscimento hanno iniziato a pulire la città divisi in tre squadre. Piazza San Francesco, Piazza Verdi e la zona universitaria e il Parco della Montagnola, questi i luoghi di cui si stanno occupando donando ogni settimana sei ore del proprio tempo.

A settembre il Comune di Bologna conta di aumentare il numero dei volontari, portandoli da 30 a 150. "Faremo un bando per scegliere chi coordinerà le squadre, e speriamo che il numero dei volontari cresca ancora nel 2019", annuncia l'assessore alla sicurezza e alle manutenzione Alberto Aitini. "Per ora abbiamo iniziato con un progetto di pulizia della città ma in futuro amplieremo di molto le possibilità di volontariato per questi ragazzi. Stiamo offrendo loro un modo per integrarsi, e sono stati loro stessi a chiedere di essere coinvolti in queste attività. Il feedback del progetto è molto positivo, e tanti cittadini ci hanno chiesto di poter dare anche loro una mano nel pulire la città, proprio assieme ai migranti". L'iniziativa non è però stata accolta positivamente da tutti in città. La Lega ha criticato l'amministrazione, chiedendo alla giunta del sindaco Virginio Merola (Pd) di "dare spazio", anche quando si parla di volontariato, "prima alle fasce di povertà giovanile che in città già ci sono". La sinistra di Coalizione Civica ha invece ricordato come "alcuni migranti accettano di lavorare a titolo gratuito nel disperato tentativo di essere accettati da una comunità che diffida di loro, espiando così la duplice 'colpa' di non poter essere cittadini e non poter essere lavoratori". Per il consigliere comunale di Coalizione Federico Martelloni "il lavoro va sempre pagato". Nel dibattito è intervenuta anche l'Arci di Bologna con la sua presidente Rossella Vigneri, che ha ricordato come "il primo strumento di integrazione per i migranti sia il lavoro". Prova a rispondere alle critiche Fabian Nji Lang, originario del Camerun ma ormai bolognese d'adozione e cittadino italiano. "Quando sono arrivato in Italia più di 20 anni è stato proprio il volontariato - spiega Lang, che dei migranti volontari è il coordinatore per conto dell'associazione interculturale Universo, di cui è presidente -  a permettermi di conoscere la città e ad aprirmi nuove vie. So bene che tra il lavoro mal pagato e il volontariato c'è un crinale sottile, ma le persone impegnate nel progetto sono consapevoli di quello che stanno facendo. Quelle che facciamo qui sono attività di buona integrazione, e io spero che sempre più migranti si facciano avanti come volontari per dare un po' del loro tempo al servizio della collettività". (Giovanni Stinco)

 

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