3 maggio 2017 ore: 15:54
Immigrazione

Migranti, Zuccaro: ho netta consapevolezza del traffico illecito

"Il mio auspicio e' poter essere aiutato a lavorare nelle migliori condizioni possibili. Ritengo che non vi sia alcun contrasto tra l'esigenza di poter disporre del necessario supporto investigativo e l'esigenza di non esternare quelli ...

Roma - "Il mio auspicio e' poter essere aiutato a lavorare nelle migliori condizioni possibili. Ritengo che non vi sia alcun contrasto tra l'esigenza di poter disporre del necessario supporto investigativo e l'esigenza di non esternare quelli che sono i risultati della propria attivita'". Lo dice il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, in audizione in commissione Difesa in Senato.

Poi, osserva: "A mio avviso tutti gli equivoci nascono dal fatto che si sono sovrapposti tre livelli, che sono livelli di azione dell'autorita' giudiziaria. Il livello nel quale io ho operato quando sono andato dinanzi alla commissione Schengen e' il livello di un magistrato che, disponendo di un osservatorio di giustizia privilegiato, e' riuscito ad avere alcuni tipi di dati e informazioni. Da queste informazioni, elaborate, ha potuto ritrarre la netta consapevolezza che la gestione del traffico dei migranti non avviene nel pieno rispetto delle regole che vengono imposte dalla legge italiana e dalla convenzione di Amburgo".

Quando doverosamente segnalo queste cose alla commissione Schengen- sottolinea il magistrato- io sto segnalando un pre-livello rispetto a quello dell'indagine penale, eppure ritengo sia compito del magistrato farlo. Perche' se non ci si consente di avere supporti investigativi che vanno al di la' di quelli di cui ordinariamente si puo' disporre a livello di forze che possono scendere in campo, nessuna autorita' giudiziaria potra' conseguire questo obiettivo".

Zuccaro prosegue: "Ricordo illustri precedenti di magistrati che hanno sentito il bisogno di segnalare alcune lacune legislative, segnalare alcuni fenomeni, segnalare il non sufficiente sviluppo delle investigazioni derivanti dalla carenza obiettiva degli organici, senza tema di poter essere strumentalizzati dall'opinione pubblica. Perche' se questa carenza c'e', e nel passato purtroppo si e' verificata in tante tante occasioni, a questa carenza bisogna porre rimedio. In questa fase- conclude il procuratore- la comunicazione nelle sedi istituzionali e quelle strettamente collegate credo sia doverosa e credo che non violi il dovere di riservo che deve accompagnare l'attivita' del magistrato". (DIRE)

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