14 ottobre 2014 ore: 18:01
Immigrazione

Milano, il Cie di via Corelli sarà un centro di accoglienza per 155 profughi

Con un mese di ritardo riapre l'ex Centro di identificazione ed espulsione. Sarà un centro di accoglienza fino a dicembre. A gestirlo il consorzio Gepsa insieme all'associazione Acuarinto e a Croce rossa. Majorino: "Siamo soddisfatti del risultato"
Profughi in attesa

MILANO - A Milano riapre la struttura di via Corelli, fino al dicembre 2013 sede del Centro di identificazione ed espulsione. Dal 14 ottobre fino al 13 dicembre la struttura sarà invece destinata all'accoglienza di 155 ospiti. "Non sarà niente di diverso dai nostri centri già attivi in via Salerio o via Aldini", spiega l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino. L'accordo sottoscritto impegna Ministero dell'Interno, Comune di Milano e Prefettura. All'interno del centro, si legge nell'accordo, sarà garantita ai profughi "gestione amministrativa", "assistenza generica alla persona" e "assistenza sanitaria". La gestione della struttura sarà affidata a Gepsa, consorzio francese che oltralpe si occupa di carceri, in Raggruppamento temporaneo d'impresa (RTI) con l'Associazione culturale Acuarinto di Agrigento. Lo stesso RTI si è aggiudicato l'appalto per la gestione del vecchio Centro d'identificazione ed espulsione in aprile. "A loro si affiancheranno gli operatori della Croce rossa che gestivano prima la struttura", aggiunge Majorino. Fino ad oggi, da Milano sono transitate 44 mila persone, soprattutto siriani ed eritrei. "Siamo soddisfatti – aggiunge l'assessore – del risultato raggiunto con questo accordo"

Proprio questa coincidenza dei gestori ha provocato il ritardo di circa un mese per la riapertura del centro. "È stato solo un problema giuridico", spiega il sottosegretario Domenico Manzione. Invece che "detenzione amministrativa", quel che fa il Cie, nel nuovo centro di via Corelli si fa accoglienza. Per questo sarebbe stato necessario un nuovo bando ma il tempo per organizzare la gara e l'assegnazione sarebbe stato troppo lungo. Prefettura e Viminale hanno così trovato una soluzione per sgravare Milano da quella che il sottosegretario Manzione definisce "una grossa pressione" dei migranti. Manzione sottolinea come i 150 mila sbarchi di quest'ultimo anno siano stati gestiti "nell'ordinarietà", segno che il sistema, dice il sottosegretario, ha retto.

Il prefetto Francesco Paolo Tronca aggiunge che accanto all'accoglienza nel nuovo Cie corso Monforte sta lavorando per aprire con la Comunità salesiana un centro destinato a minori non accompagnati, ormai arrivati a 10 mila in Italia. Tanti, al contrario di quante sono le strutture dedicate alla loro accoglienza. La quale, per altro, grava sui Comuni: "Non vogliamo che il loro arrivo segni il de profundis delle casse degli enti locali, pertanto plaudo all'iniziativa della Prefettura di Milano", commenta Manzione. (lb)

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