25 settembre 2018 ore: 15:19
Immigrazione

Minacce di Forza Nuova a don Giusto, parroco comasco che accoglie migranti

I militanti di estrema destra hanno affisso uno striscione sull'oratorio di Rebbio: "Don inGiusto si occupi di Chiesa non di politica". La replica del sacerdote: "Sono sereno. Non vale la pena dare ulteriore visibilità a gesti di questo tipo". Solidarietà al prete dalle associazioni comasche
Don Giusto parroco di Rebbio

MILANO - "Sono sereno, continuiamo a lavorare fedeli ai verbi suggeriti da Papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare". Sono le parole di don Giusto della Valle, rilasciate alla redazione de "Il settimanale della diocesi di Como", dopo che sulla facciata del suo oratorio di Rebbio militanti di Forza Nuova Lario hanno affisso questa notte uno striscione con scritto: "Don inGiusto si occupi di Chiesa non di politica". Per il sacerdote comasco però "non vale la pena dare ulteriore visibilità a gesti di questo tipo". Intanto in queste ore si stanno moltiplicando i messaggi di solidarietà e vicinanza a don Giusto. Innanzitutto di Acli, Caritas, Azione Cattolica: "Nella libertà di ciascuno di esprimere il proprio punto di vista e le proprie idee sulle questioni complesse e articolate che riguardano il territorio, riteniamo che azioni di questo tipo siano da condannare fermamente perché compromettono ogni forma di dialogo e confronto", scrivono in un appello rivolto a tutta la diocesi lariana. 

L'azione di Forza Nuova Lario sarebbe scaturita a seguito di un intervento di don Giusto ad un incontro, organizzato il 18 settembre da Como senza frontiere (associazione a sua volta già vittima di un'azione dell'estrema destra, vedi lancio del 29 novembre 2017). All'ordine del giorno di quella serata il trasferimento forzato in altre regioni, deciso dal Viminale e avvenuto con grande dispiegamento delle forze dell'ordine, di 70 migranti ospiti della struttura di via Regina, gestito dalla Croce Rossa Italiana, in collaborazione con la Caritas diocesana, su mandato della Prefettura. Il sacerdote ha proposto che "ogni associazione o gruppo, prenda in affitto una roulotte e ospiti, in luoghi non sempre stabili per spostarsi se i vigili cominciano a dare fastidio, 6-7 persone", e ha aggiunto che erano necessario aprire le chiese e le sedi di partito per accogliere altri migranti: "facciamo un’accoglienza diffusa per dimostrare che Como è accogliente".

Parole che non sono piaciute all'estrema destra. Per Forza Nuova Lario don Giusto "ha smesso le vesti ecclesiastiche trasformandosi in un politico vero e proprio, con la presenza in sala del Segretario Provinciale del PD Angelo Orsenigo. Affermazioni pesanti verso le forze dell'ordine incitando alla disobbedienza civile, proposte pro-immigrazione per contestare lo spostamento di 70 "risorse" dal centro di accoglienza di Via Regina. Ancora una volta il palese interesse per il business immigrazione si è mascherato da buonismo e carità cristiana! Forza Nuova denuncia da sempre gli interessi economici che legano il mondo delle associazioni cattoliche, cooperative Onlus, gli uomini di chiesa e le azioni minacciate durante la serata ne sono la conferma. Mai un pensiero, una parola, un'azione, una richiesta di utilizzare le immani risorse economiche in ballo per le famiglie italiane, per gli anziani in difficoltà con pensioni da fame! Questo è razzismo nei confronti degli Italiani…". Accuse che le associazioni cattoliche rispediscono al mittente. "Don Giusto e la comunità di Rebbio testimoniano con le loro azioni quotidiane quanto queste parole siano false -scrivono Azione Cattolica, Caritas e Acli-. Con le difficoltà che nessuno nasconde, le porte dell’Oratorio e della parrocchia sono sempre state aperte per tutti, senza distinzioni di nazionalità o colore della pelle, perché ciò che conta sono la persona e la sua dignità".

Prese di posizione contro Forza Nuova Lario e di solidarietà verso don Giusto sono arrivate da diverse associazioni comasche. Per l'associazione Come Accoglie "don Giusto è sempre stato prezioso punto di riferimento ed esprimiamo la nostra solidarietà e il riconoscimento della sua opera quotidiana. L'impegno concreto e il rispetto per la dignità umana sono il modo più alto di far politica; la sopraffazione e la minaccia la forma più bassa, che avvelena l'aria di una convivenza civile". Secondo l'Arci "l’accusa è sostanzialmente un complimento. Don Giusto della Valle viene accusato da Forza nuova di fare politica. Don Giusto, una delle persone migliori di una città, degradata dalla sua amministrazione a città dei balocchi per alcuni e degli incubi per i più, lotta da anni a Rebbio (prima in Camerun, qualcuno che li aiuta davvero a casa loro c’è) perché i diritti degli ultimi non vengano calpestati". Como senza frontiere scrive: "Tali accuse si commentano da sé: don Giusto non ha mai mancato di denunciare la globalità dei problemi della marginalità e della povertà, sempre ricordando che è l’assistenza e l’accoglienza in generale il compito dell’amministrazione, sollecitando tutti e tutte a uscire dalla chiacchiera e a impegnarsi in prima persona, e del resto declinando tutte le sue azioni all’interno dell’impegno ecclesiale (che è da sempre, e non certo da oggi, impegno “politico” in senso profondo)". (dp)

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