23 febbraio 2018 ore: 16:39
Famiglia

Minori, accordo tra Agevolando e assistenti sociali per i care leavers

Il protocollo firmato mira a gestire l’affacciarsi di un minorenne all’età adulta e la sua uscita da situazioni di protezione come l'affido o la comunità, un percorso che richiede specifici percorsi formativi. Albano, Garante infanzia: “Nei fatti concreti si vede il senso del lavoro di tutti”
Ragazzini in uscita dalla comunità. Ombre

ROMA – Mira a realizzare azioni in favore dei minorenni in uscita da percorsi residenziali di accoglienza in comunità, i cosiddetti care leavers, il protocollo d’intesa siglato oggi dall’Associazione Agevolando e il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali. L’affacciarsi all’età adulta e l’uscita da situazioni di protezione sono tra le fasi più delicate del percorso di vita di un minore, ed è per questo che nella sua gestione occorrono professionisti con specifici percorsi formativi.

“Il protocollo – spiegano Federico Zullo e Gianmario Gazzi, rispettivamente presidenti di Agevolando e del Consiglio nazionale degli assistenti sociali – consolida una collaborazione già avviata da tempo e ulteriormente rafforzata, a luglio scorso, in occasione della prima conferenza nazionale del “Care leavers network”, promossa dalla stessa Agevolando e dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Una collaborazione finalizzata a supportare i professionisti e i ragazzi a sviluppare progetti e interventi che aiutino i minorenni in questo loro percorso”.

“Quando gli impegni verbali si trasformano in fatti concreti si vede finalmente il senso del lavoro di tutti” ha commentato, da parte sua, la Garante infanzia, Filomena Albano. Il protocollo mira, tra l’altro, ad aumentare e migliorare gli strumenti per prevenire le criticità che possono evidenziarsi dall’assenza di un supporto sociale per quei minori di età che, una volta divenuti maggiorenni, si trovano a dover affrontare la conclusione del loro percorso residenziale in comunità o in affido familiare senza avere ancora tutte le necessarie risorse personali e sociali per raggiungere un sufficiente grado di autonomia dal punto di vista abitativo, lavorativo e relazionale.

“L’assistente sociale – concludono Zullo e Gazzi – è per ogni ragazzo fuori dalla famiglia d'origine una persona preziosa ed un riferimento certo. Ecco perché è importante che su un tema così delicato come l’affacciarsi di un minorenne alla età adulta con la sua contemporanea uscita da situazioni di protezione sia gestito da professionisti in grado di occuparsi dei ragazzi insieme ai ragazzi, creando una sinergia che sappia modulare sulla loro voce ed i loro legittimi desideri il progetto di vita per loro più opportuno e utile".

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