16 novembre 2016 ore: 17:51
Economia

Minori e povertà educative, Albano: servono servizi sulterritorio

L'Autorità garante alla tavola rotonda organizzata dall'associazione Salesiani per il Sociale: "Servono più servizi sul territorio per recuperare situazioni di vulnerabilità"

Roma - “La povertà educativa è non solo la privazione delle possibilità di accesso ad opportunità educative, ma anche la privazione della libertà di scelta di quelle opportunità. In realtà sarebbe più corretto parlare di “povertà educative” al plurale, in linea con la più ampia accezione del termine educazione promossa e sostenuta dalla rete europea dei garanti per l’infanzia e l’adolescenza (Enoc), perché il diritto all’educazione non riguarda solamente il sistema di istruzione ma anche il diritto alla crescita e il diritto allo sviluppo relazionale, affettivo, emozionale, culturale, sociale”. Così l’Autorità garante, Filomena Albano, alla tavola rotonda sulla povertà educativa minorile, organizzato dall'associazione Salesiani per il sociale - Federazione Scs/Cnos, in collaborazione con l’Università Pontificia Salesiana di Roma.

“Nella nozione più ampia di povertà educativa è lampante la diade povertà- educazione, che richiede risposte articolate, formulate con un approccio multidimensionale e comunque strettamente correlato alle condizioni economiche delle famiglie. Il rischio più alto, altrimenti, è che le condizioni di povertà educativa si perpetuino da una generazione all’altra, come in un circolo vizioso. La mia esperienza mi ha messo in condizione di conoscere molti casi critici, sono dunque consapevole che, ad esempio, servono più servizi sul territorio per recuperare situazioni di vulnerabilità, e gli oratori salesiani sono un importante esempio di sforzo e integrazione sul campo".  

"Come Autorità indipendente - prosegue - intendiamo continuare a monitorare le azioni realizzate a favore delle persone di minore età, a partire dalle misure di contrasto alle povertà educative: perché siano assicurati a tutti i bambini pari opportunità di accesso alle cure, all’istruzione, all’educazione". Per continuare a “progettare cammini di speranza” – conclude la Garante nazionale - come dice il titolo della tavola rotonda odierna, è importante tenere a mente innanzitutto che l’educazione va ben oltre l’istruzione formale e copre una vasta gamma di esperienze di vita e processi di apprendimento. Sono questi che permettono ai bambini, singolarmente o collettivamente, di sviluppare la loro personalità, i loro talenti e le loro abilità”.

 

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