/ Immigrazione
4 luglio 2017 ore: 15:34
Disabilità

Minori, Ido: a scuola aumentata del 25% la disabilità generica

"Fermarsi a riflettere su come stanno le cose e' fondamentale. Sono aumentati i disagi in eta' evolutiva, sono rimaste stabili le disabilita' visive e uditive, mentre sono diminuite quelle motorie. Sono infine aumentate le disabilita' psicomotorie e...

ROMA - "Fermarsi a riflettere su come stanno le cose e' fondamentale. Sono aumentati i disagi in eta' evolutiva, sono rimaste stabili le disabilita' visive e uditive, mentre sono diminuite quelle motorie. Sono infine aumentate le disabilita' psicomotorie e tutte le difficolta' a scuola. Dato avvalorato dall'indagine della commissione parlamentare dell'Infanzia e dell'Adolescenza che ha sottolineato un incremento del 25% dei bambini con disabilita' generica a scuola". Cosi' Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell'Istituto di Ortofonologia (IdO), commenta e plaude all'indagine conoscitiva sulla tutela della salute psicofisica dei bambini, presentata oggi in Senato.

"Quello che e' cambiato oggi riguarda l'aria dei disturbi del comportamento, dell'attenzione e la dislessia. Andare a cercare nei bambini sempre le loro negativita' non e' una buona trovata- prosegue lo psicoterapeuta- proprio perche' e' cambiata la societa'. Chiediamo molto di piu' oggi ai bambini rispetto a 30 anni fa e vediamo che gia nell'ingresso a scuola vivono difficolta' nelle prestazioni, nella resa e nell'adeguamento alle regole sociali. Trent'anni fa i bambini restavano a casa fino alla prima elementare- continua lo psicologo- adesso restano con la mamma fino al sesto mese di vita. Questa separazione cosi' anticipata sedimenta in loro sentimenti di rabbia, per questo motivo nelle scuole si parla di bullismo. I sentimenti di rabbia sono riscontrati fin dal nido, si radicano e poi fuoriescino sottoforma di aggressivita'".

Lo psicoterapeuta dell'eta' evolutiva critica la tendenza a "non cercare mai aspetti positivi". Un esempio e' la plusdotazione: "In Italia ci sono circa 500 mila bambini plusdotati e quasi mai vengono riconosciuti. Con l'equipe di esperti dell'IdO siamo andati in 300 scuole in Italia per cercare di comprendere e sapere di piu' sull'alto potenziale. Le insegnanti si sono mostrate molto disponibili e ci hanno indicato 1.000 bambini con l'ipotesi della plusdotazione. Di questi, 510 erano effettivamente gifted. Da segnalare non solo l'alta capacita' delle insegnanti nell'indivisuare gli alunni- sottolinea Castelbianco- ma anche che quasi tutti questi bambini avevano una diagnosi di disturbi della condotta, oppositivo provocatori o ancora la dislessia. La loro plusdotazione non solo restava incompresa, ma poteva anche essere danneggiata".

Spesso la disabilita e' nell'occhio di chi guarda: "I bambini che vanno a scuola a 5 anni sono tutti intelligenti, tuttavia non tutti sono maturi affettivamente per poter affrontare il carico dell'ingresso a scuola. Allora si trovano in difficolta' nell'adeguarsi alle regole sociale e nelle prestazioni, come nella capacita' di leggere e scrivere. Una difficolta' che non puo' essere indicata come un deficit corticale neurologico e biologico, questa e' una esagerazione".

Una cifra "inaccettabile", denuncia il direttore dell'IdO, "e' poi quella di avere nelle classi italiane dai 4 ai 7 bambini certificati. Vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa nel modo di insegnare, valutare e su come accogliamo i minori. Non possiamo dare la responsabilita' di come sta il bambino al bambino, questo e' un lavarsi le mani. Bisogna rivedere le modalita' di accogliere e seguire i bambini- propone lo psicoterapeuta- i nidi sono ottimi ma a 6 mesi i minori vivono un senso di abbandono. Pssono andare a 2 anni al nido, perche' a quell'eta' sono in grado di fare una vera socializzazione. Questo e' un dato sociale. Non si puo pretendere che a 3 o 4 anni poi debbano saper leggere e scrivere. Le prestazioni variano a seconda dell'eta' del bambino e non dell'adulto. Una crescita psicofisica sana ed equilibrata e' determinata dal loro sviluppo e dal loro livello di maturazione- spiega l'esperto- altrimenti avremo sempre bambini inadeguati. Siamo noi adulti ad essere inadeguati perche' facciamo richieste inadeguate. Il problema e' piu' nostro che loro".

Il primo passo sara' dunque "rendersi conto che l'aumento del disagio deve portarci ad avanzare proposte che favoriscano un cambiamento della situazione attuale. Innanzitutto- consiglia il direttore dell'IdO- semplificare la vita dei bambini, ovvero farli andare al nido a due anni per aiutarli a non sviluppare un sentimento di aggressivita'. Il bullismo nasce dal nido e ormai e' generalizzato in tutte le classi. È un sentimento di rabbia.

Infine- conclude- le richieste ai bambini vanno fatte in modo adeguato, dovranno esserci delle modifiche nell'insegnamento per favorire l'apprendimento e non porre dei risultati". (DIRE)

© Copyright Redattore Sociale