2 luglio 2014 ore: 17:53
Immigrazione

Minori non accompagnati, chiude Casa Mosè. AiBi: “Intervenga il governo”

La struttura di accoglienza ha ospitato per 7 mesi 70 minori stranieri non accompagnati. Tra oggi e domani 7 ragazzi dei 16 ospitati saranno trasferiti mentre gli altri 9 affidati ai servizi sociali. Il presidente Griffino: “Tante energie buttate alle ortiche”
Minori non accompagnati in gruppo

ROMA – Chiuderà il prossimo 4 luglio Casa Mosè di Messina, la struttura che per 7 mesi ha ospitato minori stranieri non accompagnati (misna) ) sbarcati lungo le coste italiane. A dare l’annuncio è l’associazione Amici dei Bambini, costretta a chiudere i battenti a causa dell’insostenibilità dei costi e della mancanza di contributi da parte delle istituzioni.

“Nel corso dei 7 mesi di apertura di Casa Mosè abbiamo ospitato 70 minori stranieri non accompagnati, nord e centroafricani – dichiara il presidente dell’associazione Marco Griffino ai microfoni di Donatella Gori del Giornale Radio 1 – . Siamo stati protagonisti nell’affrontare le emergenze umanitarie degli ultimi anni, dall’Albania al Kosovo, dalla Bosnia all’Iraq e allo Sri Lanka. In queste emergenze c’era un gabinetto di regia in cui il governo convocava tute le Ong (piccole e grandi) e in quel contesto si stabilivano le strategie. Ora manca un coordinamento, per cui tante energie e tante disponibilità sono buttate alle ortiche.”

“Casa Mosè è una struttura di pronta accoglienza, ossia un servizio residenziale in una comunità di pronto intervento per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che vivono in situazioni di emergenza – gli fa eco il referente del progetto Ai.Bi. Bambini in Alto Mare Diego Moretti – . L’obiettivo del servizio è di fornire soluzioni immediate ai bisogni urgenti di alloggio, vitto e tutela, derivanti dalla situazione di grave disagio che vivono. Ma al di là della mera definizione – continua Moretti – c’è da dire che i ragazzi ospitati vengono chiamati per nome e trattati con amore filiale dai nostri operatori. “Tra oggi e domani – conclude - 7 ragazzi dei 16 ospitati saranno trasferiti in altri contesti. Ne rimarranno 9, dei quali si prenderanno cura successivamente i servizi sociali”.

La chiusura della struttura si deve all’assenza di coordinamento che ha di fatto determinato l’abbandono di Ai.Bi. a se stessa, non più capace da sola di sostenere i costi nel frattempo aumentati fino a 105 mila euro. Fortunatamente Ai.Bi. è riuscita a raccogliere la disponibilità all’accoglienza da parte di circa 1300 famiglie su tutto il territorio nazionale, ma sono ancora poche quelle che sono state attivate per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati.

Per questo motivo Ai.Bi “chiede l’aiuto di tutti a sostenere il progetto Bambini in Alto Mare e continua a dare la propria disponibilità a reclutare famiglie alla causa della giusta accoglienza”. Inoltre potrà contare per 5 anni su Casa Camaro, ex scuola d’infanzia data in comodato d’uso dalle suore di Maria Immacolata a Messina. “La speranza dell’accoglienza giusta continua, ma non è più differibile da parte del governo un intervento pragmatico e risolutivo”.

 

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