11 ottobre 2013 ore: 12:45
Immigrazione

Minori non accompagnati e mamme sole, famiglie in rete per accogliere

E' il progetto "Bambini in alto mare" dell'Aibi che aprirà una sede operativa nei luoghi degli sbarchi e una Comunità di pronta accoglienza per minori stranieri non accompagnati, capace di intervenire entro 24 ore dalla segnalazione. Supportate dalle 15 sedi italiane, famiglie pronte all'ospitalità e ad accogliere ''ove possibile in affido''
Immigrazione, minori stranieri non accompagnati

ROMA - Una comunità di Pronta Accoglienza per minori stranieri non accompagnati, capace di intervenire entro 24 ore dalla segnalazione. E' “Bambini in alto mare”, progetto di emergenza di Amici dei bambini, piano di intervento a tutto campo "una rete di famiglie volontarie supportata dalle 15 sedi sul territorio, pronte a offrire la loro ospitalità, a prestare servizio e assistenza, ad accogliere, ove possibile, in affido". L’attenzione, spiega l'associazione, si rivolge in particolare ai più deboli fra i deboli: le mamme sole e i minori  non accompagnati. Per stare al loro fianco Ai.Bi. aprirà immediatamente una sede operativa nei luoghi degli sbarchi. L’intervento partirà da una Comunità di Pronta Accoglienza per minori stranieri non accompagnati, capace di intervenire entro 24 ore dalla segnalazione. Da qui, si svilupperà un sistema di accoglienza articolato: comunità mamma bambino, centri per i minori, ma soprattutto una rete di famiglie volontarie supportata dalle 15 sedi Ai.Bi. sul territorio, pronte a offrire la loro ospitalità, a prestare servizio e assistenza, ad accogliere, ove possibile, in affido.

Ma “Bambini in alto mare” è anche un progetto ampio, di lungo corso, che avrà dunque altre due fondamentali linee guida: la prevenzione (lavorando nei luoghi di partenza dei migranti, per monitorare i minori in stato di abbandono, per evitare che diventino vittime della tratta, per sostenere le famiglie ed evitare la loro disgregazione) e il rimpatrio assistito (ove il minore lo scelga e sia possibile, mediante ricerche nel suo Paese d’origine, Ai.Bi. si adopererà per favorire un ricongiungimento familiare o un suo positivo rientro affettivo e lavorativo).

L'associazione lancia un appello a dare un sostegno economico, con una donazione o attivando un Sostegno senza distanza, ma anche tempo e disponibilità. Un appello alle  famiglie disposte ad aprire la loro casa per accogliere in affido un bambino straniero non accompagnato o a persone che possano offrire temporaneamente la disponibilità di una casa libera, una stanza, qualche posto letto per accogliere una mamma sola con il suo figlioletto. Ma è anche un appello a mettere a disposizione il proprio tempo  volontariamente o "impegnarsi come dialogatore volontario, promotore del progetto perché bisogna andare nelle piazze, fermare le persone, andare porta a porta per convincere tutti i cittadini italiani a fare qualcosa, a scendere in campo, a dire basta a queste stragi vergognose". E sono già tante le famiglie che hanno risposto.

Info sul progetto:  www.aibi.it/ita/sostieni-aibi/bambini-in-alto-mare/  

© Copyright Redattore Sociale