17 giugno 2016 ore: 10:20
Famiglia

Minori rifugiati e in difficoltà, "veri talenti" anche grazie allo sport

E’ il progetto "Dentro e fuori" del Centro di Solidarietà di Firenze sostenuto dall’assessorato al sociale della Regione Toscana, che coinvolge 200 minori con diverse tipologie di marginalità, mettendoli assieme in progetti di rinascita. Saccardi: “Sport è crescita e integrazione”
Presentazione progetto "Centro e fuori"

- FIRENZE – Dalla marginalità alla rinascita attraverso lo sport. E’ il progetto ‘Dentro e fuori’, grazie al quale circa 200 minori provenienti da situazioni di disagio si ritrovano insieme, attraverso il Centro Solidarietà di Firenze, fanno amicizia e praticano sport: dal calcio al calcetto, dal pugilato alla pesistica. Sono giovani provenienti dall’area penale, ma non detenuti, giovani con problemi di tossicodipendenza e minori non accompagnati, arrivati in Italia senza la famiglia. Sembra impossibile mettere insieme realtà così diverse tra loro, ma è quello che sta accadendo a Firenze, dove uno dei luoghi deputati agli allenamenti è il campo di calcio dell’istituto penale minorile di via degli Orti Oricellari. Un progetto, portato avanti dal Centro di Solidarietà (attivo da decenni sul fronte della lotta alle marginalità), supportato dall’assessorato alle politiche sociali della Regione Toscana, dal Centro di giustizia minorile e dalla Medicina dello sport.

“Seguiamo per un anno – spiega Andrea Mirannalti del Centro di Solidarietà – questi ragazzi di età compresa tra i 15 e i 20 anni. Li supportiamo nei percorsi scolastici e tentiamo di avviarli all’autonomia professionale. In questo senso ci aiuta tantissimo lo sport, strumenti di grande crescita, maturazione e integrazione. Molti di questi giovani sono dei veri talenti e si distinguono anche nell’agonismo. E’ anche grazie a questo se riescono a interrompere i loro percorsi di devianza”.

"Questo progetto – ha detto l’assessore al sociale della Toscana Stefania Saccardi - rappresenta un sostegno e una guida per tanti ragazzi che si trovano in situazioni di difficoltà e di smarrimento. Sapere che esiste un luogo, persone e progetti dove è possibile essere rieducati a crescere e non sbagliare più, è molto importante. Il mondo dello sport ha una sensibilità particolare per le situazioni di disagio e marginalità. Lo sport è un fattore di crescita, integrazione e opportunità". L'argomento è stato al centro di un convegno che si è tenuto nei giorni scorsi proprio all'istituto penale minorile di Firenze.

Presentazione progetto "Centro e fuori"
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