19 ottobre 2013 ore: 15:03
Immigrazione

Minori stranieri: di passaggio a Lampedusa, in cerca di destinazione

Gli ultimi cinque minori superstiti del naufragio sono stati trasferiti, ma quest’anno sono già 1.608 i ragazzi arrivati sull’isola, senza strutture specifiche altri 2.866 a Siracusa, moltissimi siriani con la famiglia, qualche bambino con la madre, molti adolescenti soli
Ferdinando Scianna/Magnum/Contrasto Minori: bambini indiani giocano sotto un velo

Ferdinando Scianna

ROMA - Anche gli ultimi cinque ragazzini sopravvissuti al naufragio di Lampedusa sono stati trasferiti in strutture protette. “Ieri c’erano 709 persone nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, di cui 79 donne, 74 bambini in famiglia e 62 minori non accompagnati – spiega Viviana Valastro, di Save The Children, che sta seguendo tutte le operazioni sull’isola -. Col trasferimento via nave 30 ragazzi e altri adulti sono partiti, e al centro, che ha una capienza di 250 persone, le condizioni migliorano a vista d’occhio, anche se resta il sovraffollamento e al prossimo sbarco siamo punto e a capo”. 

box Con il naufragio del 3 ottobre si sono accesi i riflettori sullo stato di tanti bambini e adolescenti che, dopo la traversata, si sono ritrovati insieme agli adulti stipati nella struttura isolana, in attesa di una destinazione. “Nessuno dei ragazzi sopravvissuti a quel naufragio ha perso i genitori – spiega Valastro – ma due hanno perso i cugini. Dopo l’incidente di Malta, invece, sono arrivati a Porto Empedocle sei bambini ritenuti orfani. Almeno in due casi, per fortuna, i genitori erano stati soltanto separati nel salvataggio, e sono stati poi riuniti”. 

I numeri riguardanti l’arrivo di minori è impressionante, confrontato allo scorso anno: a Lampedusa dall’inizio del 2013 sono arrivate 12.500 persone, di cui 1.608 minori, 1.297 senza parenti. Lo scorso anno, nello stesso periodo, erano giunti 2.764 migranti, di cui 334 minori, solo tre accompagnati. “Ma il cambiamento maggiore è su Siracusa – commenta l’operatrice di Save The Children -, quest’anno 10.374 migranti, contro i 582 dello scorso anno, e 2.866 minori a fronte dei 50 del 2012”. Per questo uno dei maggiori problemi è la sistemazione di prima accoglienza dei giovani: a Lampedusa non c’è, né è prevista, e a Siracusa hanno dovuto creare al volo spazi di accoglienza per mamme con bambini e minori non accompagnati. Save The Children ha chiesto, con la proposta di legge per la protezione e la tutela dei minori stranieri non accompagnati in Italia, che siano istituiti nei luoghi di frontiera punti di prima accoglienza per i minori, e ha proposto anche soluzioni pratiche per l’emergenza in atto, ma per il momento non sembrano esserci evoluzioni all’orizzonte. 

“Le situazioni sono molto diverse, spesso simili a seconda della provenienza – continua Valastro -, le famiglie siriane sono molto numerose, allargate e hanno moltissimi bambini. I bimbi più piccoli sono generalmente con madri eritree, dalla Somalia arrivano singoli giovani molto provati dalle carceri in Libia”. Sottolinea il fatto che anche quando arrivano da soli, e sono tecnicamente definibili “minori stranieri non accompagnati” perché non c’è una figura parentale che possa fare da tutore, non sono quasi mai orfani: “Hanno legami familiari fortissimi, tanto da venire in Europa a cercare lavoro per aiutare la famiglia. Sono adolescenti, autonomi, e spesso vogliono proseguire verso nord”. 

Una volta partiti da Lampedusa, con la nave o l’aereo, vengono trasferiti in diverse strutture di accoglienza su tutto il territorio italiano, i nuclei familiari con bambini nei Cara (centri di accoglienza per richiedenti asilo), i singoli negli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) anche quando, come accade ultimamente, rifiutano la foto identificazione, per poter proseguire il viaggio e chiedere asilo in altri paesi europei. 

Mi stanno arrivando tante mail da persone che si offrono per aiutare e accogliere questi ragazzi – racconta l’operatrice – ma la verità è che in molti casi una famiglia ce l’hanno, sono adolescenti cresciuti e complicati, che io sappia negli ultimi anni non ci sono stati casi di affidamento a famiglie”. Lo stato italiano tutela i minorenni e se ne prende carico qualunque sia la loro provenienza e status, se non ci sono parenti di riferimento, fino al compimento del diciottesimo anno. Da quel momento, o i loro tutori legali hanno fatto per loro la richiesta di asilo, o nel frattempo hanno trovato un lavoro, o diventano irregolari. (elena filicori)

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