23 marzo 2017 ore: 14:48
Giustizia

Minori, stranieri, lavoro e disagio psichico: cosa cambia negli istituti di pena

Progetti e proposte in evidenza, nella relazione del Capo del Dap, Santi Consolo, su quanto recepito delle indicazioni arrivate dagli Stati generali sull’esecuzione penale. Glauco Giostra: “Ora raccogliere i contributi da proporre per la legge delega”
Messa a la prova, persona lungo corridoio carcere

ROMA - Minori, stranieri, lavoro e disagio psichico: ecco i progetti attuati o in fase di avvio nelle carceri italiane, in seguito ai suggerimenti arrivati dagli Stati generali sull’esecuzione penale. Mentre si sta pensando di interpellare gli esperti che hanno lavorato ai Tavoli affinché portino il proprio contributo al legislatore delegato. Il coordinatore del comitato scientifico, Glauco Giostra, ha chiesto in tal senso un articolato e una piccola relazione per ogni proposta. “Questa idea - spiega Giostra - era stata coltivata con successo, grazie alla qualità dei contributi pervenuti, in occasione della prima stesura della delega quando raccolsi tutti i pareri in un volume portato poi ai presidenti della commissione Giustizia. Una parte, relativa alla giustizia minorile, era stata ripresa in un emendamento che ora è legge delega. E’ questo, a mio avviso, il modo migliore per interloquire con il legislatore. La speranza quindi, è che molto di quello che sarà suggerito ora, potrà essere recepito”.

Ecco, intanto, i progetti avviati dal Dap.

Tavolo 6: mondo degli affetti e territorializzazione della pena. Rinnovati i Protocolli e le convenzioni con Telefono Azzurro, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e l’associazione Bambinisenzasbarre. Promossa la realizzazione di aree verdi, ludoteche e parchi giochi e incentivata la territorializzazione della pena per sostenere la relazione tra genitori e figli. 7 i progetti approvati nel 2016 nel breve arco di attività della Cassa Ammende”.

Tavolo 7: stranieri ed esecuzione della pena. “Ottimizzata la tipologia di informazioni contenute nel Certificato per l’identificazione del detenuto straniero. Un apposito gruppo a livello centrale è stato istituito per l’alimentazione continua di informazioni dagli istituti e dalle forze di polizia. Al 17 marzo risultano avviate 1636 procedure di identificazione”. Previsti mediatori culturali nella sede centrale e nei provveditorati regionali. In tutti gli istituti, individuati referenti – circa 1.000 unità – che aggiornano le informazioni sui detenuti segnalati e monitorati per il rischio radicalizzazione.

Tavolo 8: lavoro e formazione. Promossi progetti per lo sviluppo delle produzioni nel settore agricolo. Particolare attenzione si sta riservando allo sviluppo delle colonie agricole in Sardegna e Toscana. Si stanno predisponendo progetti per sviluppare la produzione e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari delle colonie e per valorizzare le bellezze ambientali e naturalistiche attraverso l’avvio di attività di agriturismo di tipo alberghiero.
Istituita,  nell’ambito dell’Ufficio del Capo del Dap, una struttura di coordinamento delle attività lavorative la cui attività ha portato alla stipula di due protocolli con due aziende tessili nazionali. I progetti prevedono la creazione di altrettanti laboratori di sartoria: uno nel carcere di Biella per la confezione e produzione di uniformi per il personale del Corpo, l’altro, nella casa circondariale femminile di Pozzuoli, per il confezionamento di cravatte. L’obiettivo è offrire alle persone detenute percorsi formativi nel settore tessile e creare opportunità occupazionali spendibili anche dopo l’esecuzione della pena.
“La Direzione generale ha proposto una formazione tecnica per la gestione del lavoro detenuti e del marketing per l’offerta penitenziaria. Una volta definite le esigenze tecniche, anche attraverso ricerche coordinate con associazioni Confindustria e Confagricoltura, è possibile organizzare con le strutture formative del ministero del Lavoro, o delle stesse associazioni di impresa, un corso di specializzazione destinato a funzionari contabili o amministrativi”.

Tavolo 9: Istruzione, cultura e sport. Rinnovato il protocollo nazionale con il Coordinamento nazionale del Teatro in carcere che prevede, tra l’altro, la realizzazione del progetto volto ad attivare una Scuola Nazionale per i detenuti, da formare per lo sviluppo delle Arti e dei Mestieri legati al mondo della cultura, del Teatro e del Cinema. In corso di rinnovo il protocollo per la promozione e la gestione dei servizi di biblioteca in carcere.
Sottoscritto un Protocollo con il Presidente nazionale dell’Unione Sportiva Acli, per la promozione dello sport, mentre gli spazi dedicati saranno ulteriormente ampliati: nel 2015 sono stati realizzati, 32 campi sportivi e 15 palestre, mentre nel 2016 sono stati approvati 10 nuovi progetti.

Tavolo 10: Salute e disagio psichico.
“Sottoscritta la convenzione Federsanità Anci per attivare il servizio di telemedicina sul territorio nazionale, garantire la continuità della cura per i pazienti detenuti e assicurare più ampie prestazioni sanitarie in carcere, assicurando la tempestività ed evitando traduzioni in luoghi esterni di cura. Costituito un gruppo di lavoro a cui partecipano anche rappresentanti del Dap.
Diramate disposizioni sulla “corretta tenuta del diario clinico che deve entrare a far parte integrante della cartella personale del detenuto, costituendo la storia degli interventi svolti nei suoi confronti. Sul versante del disagio psichico, si sta procedendo con la realizzazione, in ambito regionale, all’interno di uno o più istituti di pena ordinari, di sezioni dedicate alla tutela della salute mentale. Le sezioni, denominate “Articolazioni per la tutela della Salute Mentale”, (Asm) risultano presenti presso 20 istituti penitenziari,mentre sono in corso le procedure per l’attivazione di ulteriori strutture in altri 16 istituti penitenziari. Sullo stesso versante, il Dipartimento partecipa al progetto europeo ME.D.I.C.S. – Presa in carico e sostegno dei detenuti con disagio mentale”. (Teresa Valiani)

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