5 giugno 2014 ore: 11:27
Immigrazione

Minori stranieri non accompagnati, calano le fughe dalla prima accoglienza

Rapporto Anci-Cittalia. Sono 6551 quelli che nel 2012 sono stati presi in carico dalle strutture dei comuni italiani. Il dato relativo agli allontanamenti è passato dal 62% del 2006 al 26% del 2012
Minori non accompagnati. bambino in primo piano

ROMA – I minori stranieri non accompagnati contattati o presi in carico dai servizi sociali dei comuni italiani sono stati 9.104 nel 2012 e 9.197 nel 2011. Tra loro, quelli accolti in strutture di prima accoglienza sono stati 6551 nel 2012 e oltre 7 mila nel 2011, mediamente il 74%. Sono questi i dati che emergono dal rapporto Anci Cittalia che fa il punto sulle politiche di accoglienza realizzate dai comuni nel biennio 2011-2012. 

Al minore che si presenta, solo o accompagnato (da forze dell’ordine, operatori sociali, enti, associazioni), all’assistenza sociale territoriale e che risulti privi di riferimenti familiari e parentali, viene offerta la pronta e provvisoria accoglienza. Rispetto alla distribuzione territoriale, dall’indagine emerge che nel 2012 la più alta concentrazione di minori accolti è quella relativa al Centro (corrispondente al 46,3% del totale nazionale), seguita dal Sud (corrispondente a quasi il 17,8%), nord-est (14,3%) e isole (10,4%), mentre il nord-ovest registra il valore più basso (pari al 10,4% del totale nazionale). Nel 2012 i comuni di Lazio (41%), Puglia (14%), e Sicilia (11,2%) hanno accolto in prima/pronta accoglienza oltre il 66% dei minori stranieri non accompagnati. Tra le città che hanno accolto il maggior numero di minori in pronta accoglienza ritroviamo Roma (17%, ovvero 565 minori), Milano, ma anche città come Otranto (299), Palma di Montechiaro (92) e Catania (81).

Con riferimento al genere dei minori accolti in prima/pronta accoglienza si tratta prevalentemente di maschi mentre l’incidenza femminile è andata fortemente diminuendo, passando dal 29,8% del 2006 al 5,1% del 2012. Di queste 337 minori non accompagnate il 56% del totale si trova in tre regioni: Lazio, Toscana e Emilia Romagna.

Si tratta di minori per lo più diciassettenni (+144% e si concentrano in Lazio, Puglia e Sicilia): otto minori su dieci entrati in prima accoglienza hanno tra i 16 e i 17 anni mentre il 16% rientra nella fascia d’età 11-15 anni e solo lo 0,6% ha meno di 10 anni. I minori entrati in strutture di prima accoglienza provengono principalmente dal Bangladesh (31,2%), Egitto (11,3%) e Afghanistan (10,4%).

La rilevazione prende in esame anche altri due importanti indicatori: il tempo di permanenza nelle strutture di prima accoglienza e gli allontanamenti. Rispetto al primo indicatore il rapporto ha preso in esame il numero di minori che sono rimasti per almeno un mese all’interno delle strutture di accoglienza in cui sono stati collocati dai servizi sociali: se nel 2006 la percentuale si attestava sul 34,5% nel 2008, si è passati a quasi il 60% nel 2010 fino a giungere a 7 minori su 10 nel 2012

Per quanto riguarda, invece, il dato relativo agli allontanamenti, l’indagine mostra un trend in diminuzione: passando infatti dal 62,3% del 2006 di minori fuggiti durante il periodo di prima accoglienza al 26,6% del 2012. Le regioni in cui si verifica nel 2012 il maggior numero di irreperibilità in valore assoluto è il Lazio con 507 minori fuggiti su 2.685 accolti ma con un’incidenza (rapporto tra accolti e allontanati) inferiore alla media nazionale (18,9%). Mentre in termini percentuali la Toscana con quasi il 53% di fuggiti sul totale degli accolti, la Sicilia con il 39,5%, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia con il 37%, così come Emilia Romagna e Marche si attestano sopra la media nazionale di allontanamenti (3 minori su 10).

Il passaggio successivo alla prima accoglienza è quello della seconda accoglienza, ovvero laddove non siano maturate le condizioni per un affidamento o rimpatrio volontario, la maggior parte dei minori viene inserita in strutture residenziali di tipo familiare e in comunità di accoglienza dove possono rimanere fino al compimento del diciottesimo anno di età. Nel biennio 2011-2012 i minori stranieri non accompagnati per i quali il comune ha predisposto un progetto di vita individualizzato sono stati il 44% degli accolti in prima accoglienza, concentrati soprattutto nel centro Italia (26,1% nel 2011 e 30,1% nel 2012); mentre, sempre in riferimento al biennio 2011-2012 la quota più bassa di minori accolti in seconda accoglienza si registra nelle isole (14,2% nel 2011 e 11,8% nel 2012) e nel nord-ovest (17,8% e 14,3% rispettivamente nel 2011 e nel 2012). 

I comuni che accolgono l’85% dei minori stranieri non accompagnati in seconda accoglienza (3.556 su 4.181) sono 67, in netta crescita rispetto ai 45 comuni del 2010 e ai 30 del 2008 a dimostrazione del fatto che la seconda accoglienza si sta diffondendo su tutto il territorio. E’ Roma in testa ai comuni che ospita in seconda accoglienza 871 minori ari al 20,8% del totale, seguita da Milano con 265, Bari con 195, Bologna con 197, Venezia con 117, Trento con 76, Torino con 73, Padova con 71, Modena con 68, Otranto con 67 e Gagliano Del Capo con 56.

Con riferimento al genere dei minori accolti in seconda accoglienza, si conferma il dato relativo ai minori in prima accoglienza; nel 2012 infatti i minori accolti sono nel 95,4% dei casi di sesso maschile mentre l’incidenza femminile si attesta sul 3,4% concentrandosi nelle regioni di Piemonte (22,3% rispetto alla media nazionale del 3,4%) e Toscana (16%). Se si guarda, invece, all’età, nel corso degli anni si è verificato uno spostamento dell’età media verso il compimento della maggiore età: i minori di età compresa tra i 16 e i 17 anni sono l’83% del totale dei minori accolti nel 2012. Rispetto alla nazionalità, i minori in seconda accoglienza in Italia provengono soprattutto dal Bangladesh (23,2%), Egitto (15%), Albania (10,8%) e Afghanistan (8,3%); questi quattro paesi se sommati coprono oltre il 57% dei minori accolti in seconda accoglienza.

Nonostante tra i minori accolti in seconda accoglienza la permanenza in struttura sia piuttosto diffusa, visto che nel biennio 2011-2012 sono rimasti per più di 1 mese quasi 9 minori su 10, la quota di giovani irreperibili si è attestata intorno al 13% peggiorando il dato del biennio precedente (8%). Al nord la percentuale di minori fuggiti è inferiore al 3% tranne in Veneto (8,5%) e Friuli Venezia Giulia (17,7%); la situazione peggiora al sud (dove si supera la media nazionale che si attesta intorno al 13%) mentre la situazione resta abbastanza eterogenea al centro.

Infine, ultimo aspetto legato alla presa in carico dei minori stranieri soli riguarda l’apertura della tutela e la nomina del tutore; infatti nella prima fase dell’accoglienza i servizi sociali territorialmente competenti sono tenuti a segnalare il minore al giudice tutelare perché venga avviata la procedura di nomina del tutore. Il rapporto rileva comportamenti differenti nelle diverse realtà territoriali: nel 2012 i minori in seconda accoglienza per i quali è stata aperta la procedura di tutela sono oltre il 71% rispetto al 65% del 2010. L’apertura delle tutele si è concentrata principalmente in quattro regioni: Lazio (32,5%), Emilia Romagna (10,5%), Sicilia (10,4%) e Lombardia (9,2%). Rispetto invece al rilascio di un permesso di soggiorno, poco più del 60% dei minori in seconda accoglienza ne risulta provvisto nel 2012; le motivazioni del rilascio del permesso di soggiorno sono legate soprattutto alla minore età (63%), alla protezione internazionale, all’affidamento (11,3%) e nell’1,2% dei casi per integrazione. 

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