17 gennaio 2022 ore: 17:21
Immigrazione

Minori stranieri soli, con il progetto “Epic” si promuove l’accoglienza alternativa

Sono 122 i minori stranieri e neo-maggiorenni non accompagnati a Palermo nei centri di accoglienza del Sai. Per loro il progetto Epic promuove l’accoglienza in affido e in famiglie di appoggio

PALERMO - Promuovere le forme alternative di accoglienza (affido eterofamiliare e famiglie di appoggio) per i 122 minori e neo maggiorenni, di età compresa tra 15 e 18 anni, che vivono nelle strutture Sai (Sistema accoglienza e integrazione) di Palermo, alcune delle quali si trovano a Trabia e Termini Imerese. A promuovere la campagna di sensibilizzazione nel capoluogo siciliano è il progetto europeo “Epic”, di cui Fondazione Albero della vita (Milano) è capofila insieme al comune di Palermo, comune di Macerata, associazione Farsi Prossimo (Milano), Caritas Ambrosiana), Napoli (Cidis) e Repubblica Ceca con Praga (Opu), Spagna con Madrid (Accem). Il progetto coinvolge a Palermo anche il Servizio Affidi e Casa dei diritti.

Il progetto finanziato dai fondi Fami, iniziato nel dicembre del 2019, si concluderà nel febbraio del 2022. Per il momento, i referenti stanno incontrando a piccoli gruppi tutti i minori stranieri non accompagnati accolti nei centri, per dare informazioni su affido e famiglie di appoggio con la possibilità di ascoltare ed interagire con adulti che vivono esperienze di accoglienza. Inoltre, il numero dei minori dovrebbe salire fra due giorni a 184, con altri posti nei centri che sono stati trovati in risposta al bando.

"Anche in un periodo difficile come questo - ha detto Laura Purpura, responsabile del Coordinamento del Servizio Sociale e project manager di Epic per il Comune di Palermo - continueremo a muoverci per favorire un tipo di accoglienza che diventa poi una significativa forma di crescita e di arricchimento reciproco. Fino ad ora abbiamo sperimentato come le famiglie di appoggio, dove non è necessaria la residenzialità, possano essere una realtà davvero importante per i minori non accompagnati e anche i neo maggiorenni. Certamente, se da una parte registriamo bellissime esperienze di accompagnamento e amicizia, dall'altra queste sono ancora poche rispetto ai diversi bisogni dei minori. Le famiglie che ci sono possiamo considerarle un piccolo lievito che siamo certi si possa sviluppare nei prossimi mesi. Non si esclude che poi qualche famiglia di appoggio che affianca i nostri giovani possa, nel tempo, diventare una famiglia che accoglie. Per promuovere il tema, oltre a formare gli operatori dei centri, abbiamo iniziato una campagna di sensibilizzazione con dei manifesti e poi faremo anche degli incontri informativi con i giovani e con le famiglie che stanno facendo questa esperienza. Contemporaneamente, in continuità, stanno partendo altri progetti che promuovono il tema. Purtroppo, nonostante la situazione pandemica renda più difficile affrontare questa scelta, stiamo lo stesso andando avanti sperando presto in tempi migliori. Il nostro sogno è che, per tutti gli oltre cento minori e neo-maggiorenni, si possano trovare persone e famiglie sensibili e accoglienti".      

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news