2 febbraio 2016 ore: 13:59
Immigrazione

Minori stranieri soli, crescono i 16-17enni. La voglia di tornare a casa

Studio di Cnr, EMN-Comissione Europea e ministero, curata da Marco Accorinti: crescono i 15enni e 16enni a discapito dei 17enni. In Italia tantissimi albanesi ed egiziani. "Esprimono il desiderio di tornare nel loro Paese, ma si sentono incaricati di un 'mandato familiare'"
Bimbo di spalle, minori stranieri non accompagnati

Roma - Chi sono i minori stranieri non accompagnati in Italia? Meglio non identificarli con numeri e sigle, ma parlare di persone: Ahmed, Mohammad o Vladimir. Eppure anche la definizione che sta per l'acronimo di 'MSNA' per il sociologo Lluis Francesc Peris Cancio non e' pertinente. Perche': "E' davvero 'non accompagnato' un ragazzo che, 'dati alla mano', comunica con la propria famiglia ogni giorno?".Cancio lo ha chiesto a una platea (prevalentemente femminile, ndr) di operatori sociali ed esperti del settore, nella sede Caritas di Via Venafro, a Roma dove oggi e' stato presentato lo studio di Cnr, EMN-Comissione Europea e Ministero dell'Interno, a cura di Marco Accorinti, "Politiche e pratiche sociali per l'accoglienza dei minori non accompagnati".

A partire dalla ricerca, si e' sviluppato un dibattito sull'accoglienza dei ragazzi che arrivano in Italia senza genitori. Questi, per Accorinti, sociologo e ricercatore presso il CNR, sono sempre piu' numerosi e piu' giovani, sono quasi tutti maschi e il loro arrivo rappresenta un "fenomeno" sociale, perche' "trasforma alcuni aspetti della nostra societa'".

Secondo lo studio, e' in aumento la quota di 15enni e 16enni a discapito dei 17enni. Inoltre, in Italia, sono tantissimi gli albanesi e gli egiziani. In generale questi giovani migranti vengono da aree specifiche di determinati Paesi e arrivano in regioni "particolari del nostro". Come sottolineato da Stefania Congia, della direzione generale sull'Immigrazione e politiche di integrazione del Ministero del Lavoro, gli albanesi, ad esempio, sono concentrati in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia.

Spesso, poi, "i ragazzi esprimono il desiderio di tornare nel loro Paese, ma si sentono incaricati di un 'mandato familiare'", cosi' Maria Franca Posa, responsabile area minori del centro Caritas, spiega il dramma dei ragazzi che desiderano tornare a casa, ma non vogliono deludere le famiglie di origine. Famiglie che di solito hanno investito risorse ingenti per consentire la partenza dei ragazzi. Per questi ragazzi bisogna pensare a tipi di tutela specifici e "non sostitutivi della famiglia" ha sottolineato Cancio, che dichiara: "mi piacerebbe che i centri di accoglienza assomigliassero a case di studenti in Erasmus". (DIRE)

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