19 febbraio 2014 ore: 17:28
Giustizia

Misure alternative, assistenti sociali: ''Ampliamento difficile senza risorse''

L’ordine nazionale degli assistenti sociali torna a ribadire la sua perplessità in merito al decreto approvato oggi in Senato: sarà difficile prevedere un ampliamento delle misure alternative in mancanza delle risorse professionali e finanziarie necessarie
Tania/Contrasto Carcere di Rebibbia: detenuti attraversano un corridoio

Foto di Tania

ROMA – A seguito dell’approvazione in Senato del cosiddetto “decreto svuota carceri”, l’Ordine nazionale degli assistenti sociali evidenzia come esso presenti “un grave handicap di partenza”: la previsione di un ampliamento delle misure alternative previsto dalla norma, infatti, rischia di essere difficilmente attuabile in mancanza di risorse professionali e finanziarie indispensabili alla loro implementazione.

“Gli organici degli Uffici di esecuzione penale esterna che hanno reso possibile, tra mille difficoltà, attraverso l’attività professionale degli assistenti sociali, l'affermazione del sistema delle misure alternative non saranno infatti potenziati. Come garantire dunque percorsi riabilitativi efficaci che consentano il reinserimento sociale dei detenuti?”

“Pur in presenza dell’istituenda figura del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute -dichiara Silvana Mordeglia, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali - che, auspichiamo, vigilerà sul rispetto dei diritti umani nelle carceri e nei Cie e la previsione di altri istituti che mirano a limitare il sovraffollamento nelle carceri, tale carenza getta un’ombra sulla efficacia della norma. Questo Ddl, invece che rispondere alle perplessità espresse in precedenza dall’Ordine, le rende ancora più pressanti”.

Il consiglio nazionale degli assistenti sociali ci tiene a ricordare l’ordine del giorno presentato lo scorso 12 febbraio dai senatori del gruppo Pd Maturani, Mattesini, Lumia, Silvestro, Granaiola, De Biasi e Dirindin, che impegna il Governo a rivedere i tagli alla spesa previsti per l'amministrazione penitenziaria e diretti a ridurre il numero degli assistenti sociali o, comunque, a penalizzarne l'apporto professionale, prevedendo al più presto all'espletamento di un concorso che ripiani la pianta organica degli assistenti sociali in ruolo presso gli Uepe, anche in vista di un loro più facile accesso alla qualifica di dirigente dell'esecuzione penale esterna. L’ordine del giorno presentato dai senatori chiede inoltre al governo di tenere in forte considerazione, in ogni intervento amministrativo e normativo, la necessità di assicurare all'interno dell'amministrazione penitenziaria la compresenza e la cooperazione di tutte quelle professionalità necessarie a qualificare l'esecuzione penale in funzione per la rieducazione del condannato.

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