6 ottobre 2018 ore: 09:10
Giustizia

Mitteleuropa Express, la musica classica entra in carcere

Sette concerti di musica germanica al Goethe Zentrum di Bologna e 14 repliche nelle carceri dell’Emilia-Romagna, nelle comunità psichiatriche e alla Rems di Bologna. Mattia Cipolli (Ensemble concordanze): “Vogliamo fare della musica un diritto per tutti”

BOLOGNA – “Il nostro viaggio musicale avrà le sue tappe fondamentali nelle carceri di Bologna, Ravenna, Ferrara, Modena, nelle comunità psichiatriche della rete Generazioni, nel complesso residenziale Olmetola di Bologna, alla Rems di Bologna. Per noi sono questi i concerti più importanti, perché conferiscono al nostro lavoro culturale un significato sociale: la musica e l’arte diventano solidarietà, rimettono in discussione il ruolo della musica colta, finalmente a disposizione di tutti, anche di chi si trova ai margini della società”. Mattia Cipolli, violoncellista del Teatro Comunale di Bologna, è uno dei membri di Ensemble Concordanze, l’associazione nata dall’unione di musicisti e musiciste di tre delle più importanti istituzioni musicali bolognesi: il Teatro Comunale, il Dipartimento di musica e spettacolo e il Conservatorio G. B. Martni. La loro stagione, presentata questa mattina, si chiama “Mitteleuropa Express”, il tema è la Mitteleuropa fra la fine dell’Ottocento e la Seconda Guerra Mondiale: 7 concerti dedicati alle musiche di Germania, Austria, Repubblica Ceca e Ungheria tra la Fin du Siècle e l’Epoca delle catastrofi.

Si inaugura il 7 ottobre alle ore 11.30, al Goethe Zentrum – partner della rassegna, dove avranno luogo tutti i concerti – con il vernissage della mostra dell’artista e scrittore berlinese Steffen Thiemann: Thienmann ha realizzato una graphic novel utilizzando la tecnica della xilografia: il soggetto di questo fumetto è la bozza di romanzo giallo scritto da Walter Benjamin e Bertolt Brecht, due delle figure più importanti del periodo (la mostra sarà visitabile fino al 21 ottobre). Dopo una conversazione con l’autore, il concerto “Passaggio” con musiche per trio con clarinetto di Brahms e Zemlinsky aprirà la rassegna.

“Quello che abbiamo voluto fare è creare una serie di appuntamenti che facciano entrare davvero il pubblico in quel mondo così ricco e poliedrico. Tante lingue, tante provenienze geografiche e culturali, correnti artistiche diversissime una dall'altra: insomma, la Mitteleuropa che vogliamo far conoscere è eccitante e sorprendente – continua Cipolli –. Abbiamo osato molto nelle scelte musicali, speriamo che il nostro pubblico apprezzi”. Il loro pubblico sono i cittadini che, gratuitamente, possono partecipare ai concerti. Ma sono anche i detenuti delle carceri regionali e i pazienti delle comunità psichiatriche perché, come spiegano, la musica può comunicare infinite emozioni, fare riflettere, innescare un cambiamento.

“Fummo gli unici a suonare in un opg, quello di Reggio Emilia. Da 3 anni suoniamo alla Rems di Bologna, il primo concerto l’abbiamo fatto 15 giorni dopo l’apertura”, ricorda Cipolli. E proprio alla Rems, l’Ensemble porta avanti un laboratorio di musica con i pazienti: “L’obiettivo è non interrompere lo spirito che si crea durante i concerti. Il numero ridotto di pazienti – massimo 15 – ci agevola e permette un’interazione produttiva”. Lezioni di musica una volta a settimana e, alla fine del corso, un concerto tutti insieme. Cipolli racconta di come, sia nelle carceri, sia nelle comunità, l’accoglienza sia sempre entusiasta: “Alla Dozza abbiamo suonato davanti a 150 persone, negli istituti penitenziari più piccoli anche solo 10. Ma abbiamo sempre ricevuto moltissimo. Se abbiamo mai incontrato appassionati di musica classica? In carcere non lo sappiamo, perché non possiamo parlare con i detenuti. Ma alla Rems sì: abbiamo conosciuto persone che hanno frequentato il Conservatorio o altre scuola di musica”.

Obiettivo dell’Ensemble – sostenuto anche dalla Regione Emilia-Romagna, da Fondazione del Monte e da Carisbo – è fare della musica un diritto per tutti: “Per chi non ha più diritti, ma anche per i cittadini di Bologna che non devono pagare un euro per ascoltarci. Non solo: ai nostri concerti si respira un'aria diversa. Tutti i brani sono presentati dai musicisti stessi: “Questa scelta crea un contesto informale che mette a proprio agio chi non conosce la musica classica. Per loro sono pensate le nostre stagioni: chi viene ai nostri concerti non conosce Mahler, Beethoven, Brecht e torna a casa ricco di nuove conoscenze assieme al puro divertimento dell'ascolto”. (Ambra Notari)

 

 

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