25 novembre 2014 ore: 17:11
Giustizia

Modavi onlus accanto ad Asia Bibi e a tutte le donne vittime di violenza

A donne come Asia è dedicata la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, problema dilagante anche in Italia. Bellucci: "Oggi chiediamo la piena attuazione alla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, ratificata dal Parlamento italiano"

ROMA - Era il giugno del 2009 quando ad Asia Bibi, una lavoratrice agricola cristiana cattolica, fu chiesto di andare a prendere dell'acqua. A quel punto un gruppo di donne musulmane l'avrebbe respinta sostenendo che lei, in quanto cristiana, non avrebbe dovuto toccare il recipiente. Subito le donne si sono rivolte alle autorità sostenendo che Asia nella discussione avrebbe offeso Maometto. Venne picchiata, chiusa in uno stanzino, stuprata ed infine arrestata pochi giorni dopo nel villaggio di Ittanwalai. Asia ha da subito negato le accuse sostenendo di essere perseguitata e discriminata a causa del suo credo ma, oltre un anno dopo l'arresto, il giudice Naveed Iqbal ha emesso la sentenza di condanna a morte nella quale esclude "totalmente" la possibilità che Asia Bibi sia accusata ingiustamente.

È a donne come Asia che è dedicata la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, un problema dilagante che anche in Italia desta enorme allarme sociale: sono 179, infatti, i femminicidi avvenuti nel 2013, una vittima ogni due giorni. Rispetto alle 157 del 2012, le donne uccise lo scorso anno sono aumentate del 14%. Inoltre, il Secondo rapporto Eures sul femminicidio in Italia, evidenzia un nuovo segnale emerso lo scorso anno, anche per il perdurante effetto della crisi: l’aumento dei matricidi. Nel 2013, sono state uccise 23 madri, pari al 18,9% dei femminicidi familiari, in aumento rispetto al 15,2% del 2012.

“Asia Bibi, proprio ieri, ha presentato appello contro la seconda sentenza di morte spiccata nei suoi confronti – ha sottolineato la presidente nazionale del Modavi onlus Maria Teresa Bellucci -. Come Ong siamo vicini a lei e a suo marito, che ne ha chiesto l’estradizione in Francia, e faremo la nostra parte nella campagna per la difesa della sua vita. Oggi chiediamo – ha concluso la Bellucci - la piena attuazione alla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, ratificata dal Parlamento italiano. Il Governo si faccia promotore di politiche di sostegno alle donne che tengano conto delle “Tre P” della Convenzione: maggiore prevenzione, interventi di protezione e certezza della pena”.

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