23 giugno 2014 ore: 17:14
Economia

Modena, Portobello compie un anno: 450 le famiglie aiutate

1.800 utenti, di cui il 45% italiani, e 165 volontari attivi, 80 dei quali clienti del supermercato. Sono i numeri dell’Emporio Solidale aperto un anno fa grazie al lavoro di 23 associazioni e oltre 50 partner tra aziende e organizzazioni
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MODENA - “Portobello è stata l’ancora di salvezza della mia famiglia in un periodo davvero molto difficile”. A parlare è U., 52 anni, italiano, una delle persone che quest’anno sono state aiutate dall’Emporio della solidarietà di Modena. Aperto nel giugno del 2013 grazie al lavoro di 23 associazioni di volontariato e più di 50 partner tra aziende e organizzazioni, in rete con l’amministrazione locale e coordinate dal Centro servizi per il volontariato di Modena, Portobello ha aiutato 450 famiglie, per un totale di 1.800 persone di cui il 45% italiane. Disoccupato con 2 figli di 4 e 9 anni e una moglie senza lavoro, U. ammette che “non era facile andare avanti”. A Portobello è arrivato a febbraio e fino ad agosto continuerà a usufruirne. “Sono grato per quello che ho avuto, ma anche contento di poter lasciare il posto a chi ora ne ha più bisogno di me”, dice. La presa in carico delle famiglie, infatti, dura 6 mesi. E poi U. racconta di aver trovato un lavoretto estivo che “non mi farà certo diventare ricco, ma almeno per qualche mese so che una piccola entrata per pagare le bollette ce l’ho”.

Non solo un supermercato. Portobello permette di fare la spesa pagando non in euro ma con i punti caricati (previo passaggio ai servizi sociali) sul codice fiscale, ma è anche uno spazio culturale dove le persone possono trovare aiuto per la gestione del bilancio familiare, per la scelta dei fornitori più economici delle utenze domestiche, per la soluzione dei problemi legati al lavoro, per ricevere assistenza legale. L’emporio è anche un ‘generatore di solidarietà’: sono molti i beneficiari che hanno scelto di ricambiare la generosità dei donatori facendo esperienze di volontariato all’interno di Portobello o in associazioni del territorio. Sono, infatti, 165 i volontari attivi nell’emporio, di cui 80 sono clienti del supermercato. E c’è anche chi ci sta pensando per il futuro. Come racconta C., 28 anni, originaria del Ghana e in Italia da 10 anni, sposata e con 2 figli piccoli. “A Portobello mi sono trovata benissimo, tant’è che dopo aver ‘usato’ il progetto come beneficiaria a settembre, se sarò ancora senza lavoro, voglio chiedere di poter fare lì qualche ora di volontariato. Credo che si possano imparare cose che poi possono servirti anche per un futuro impiego”. Il marito di C. ha un contratto di solidarietà e lei sta seguendo un corso di formazione in vista di un reinserimento lavorativo, ma dice “tornare all’emporio da volontaria mi servirebbe a restituire un po’ di quel bene che mi è stato fatto”.

Nell’ottica della lotta agli sprechi, Portobello si è messo in rete con 31 organizzazioni del territorio che beneficiano delle eccedenze, inoltre ha instaurato scambi regolari con gli empori di Soliera (Il pane e le rose), Sassuolo (Il melograno) e Parma (Emporio Parma). Per sostenere Portobello è possibile fare una donazione in denaro (sul conto corrente o promuovendo raccolte alimentari ad hoc) o di tempo (diventando volontario presso l’emporio). Anche le aziende possono contribuire al progetto attraverso sostegno economico o donazione di prodotti per gli scafffali del supermercato. (lp)

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