Morte dell'operaio a Lecce, Cgil: il governo intervenga
ROMA - "Serve con urgenza un provvedimento che aumenti il potere di acquisto delle pensioni, allargando per esempio la platea dei percettori della cosiddetta 14esima. Lo abbiamo chiesto anche durante la manifestazione a Roma: basta con la politica degli interventi spot e dei bonus una tantum. Il Governo pensi a interventi strutturali". Lo dichiara la segretaria generale della Cgil Lecce, Valentina Fragassi commentando la morte dell'operaio di 72 anni impegnato a Lecce, in alcuni lavori all'interno di un'abitazione in via Parini, nel pieno centro della città. La vittima è precipitata da un'altezza di circa 6 metri.
È il terzo incidente mortale sul lavoro che si registra in provincia di Lecce nel giro di 50 giorni (in tutto 4 i morti dall'inizio dell'anno), dopo i casi di Salve (4 maggio) e Soleto (13 giugno). Sono 1.745 gli infortuni sul luogo di lavoro registrati in provincia di Lecce dall'inizio dell'anno (quasi 500 in più rispetto ai 1.261 registrati nel 2021). In Puglia, l'Inail ha ricevuto fino al 30 aprile 10.073 denunce di infortunio (19 delle quali con esito mortale): un anno fa erano 7.463: nel settore costruzioni, uno dei più martoriati, sono già 509 gli infortuni segnalati (341 nel 2021). Oltre il 20 per cento del totale degli infortuni vede coinvolti lavoratori che hanno più di 55 anni (2.190).
"I numeri sugli infortuni che riguardano lavoratori over 55 pone anche la grande questione sull'opportunità di anticipare l'età pensionabile per lavori particolarmente usuranti, come quelli che si svolgono nel settore delle costruzioni. Così come l'incremento massiccio di infortuni tra il 2021 ed il 2022 fotografa l'insostenibilità di un sistema che ancora non dimostra molta attenzione alla sicurezza sul lavoro, fino a scaricare sui lavoratori il costo della ripresa economica", aggiunge Simona Cancelli, segretaria generale della Fillea Cgil Lecce.
Cgil, Cisl e Uil di Lecce, in maniera unitaria, stanno cercando di sollecitare istituzioni e sistema di rappresentanza delle imprese per incrementare gli investimenti in formazione e cultura della sicurezza sul lavoro.
Uil: "Incarico pesante in un'età inadatta"
"Le morti sul lavoro sono tutte inaccettabili, quella di un operaio edile di 72 anni che precipita da un'altezza di 4-5 metri fa ancora più rabbia. Come Uil del territorio non possiamo non gridare tutta la nostra indignazione per un'altra vita spezzata, per l'assurdità di finire uccisi nello svolgimento del proprio lavoro, un lavoro pesante a un'età decisamente inadatta". Lo dichiarano Salvatore Giannetto e Paola Esposito, rispettivamente segretario generale della Uil di Lecce e della Feneal-Uil di Lecce (categoria che rappresenta i lavoratori edili), commentando l'incidente sul lavoro avvenuto oggi a Lecce.
"Bisogna riconoscere la pensione anticipata ai lavoratori delle costruzioni e delle lavorazioni più pesanti, perché i lavori non sono tutti uguali - proseguono- Dobbiamo alzare il livello della mobilitazione di massa per richiamare l'attenzione e si deve insistere sulla prevenzione, sulla formazione e sulla riqualificazione professionale. Bisogna stabilire che le aziende non in regola con le norme sulla sicurezza non possano accedere a nessun finanziamento pubblico".
"Non basta più esprimere cordoglio dopo ogni morte. È tempo di rimboccarsi le maniche - concludono - e di fare di tutto per fermare questa strage assurda". (RS-DIRE)