15 gennaio 2019 ore: 16:16
Società

Morte sindaco di Danzica. “Migliaia di persone in piazza, un segnale positivo”

Accoltellato sul palco del Wosp, Pawel Adamowicz è morto il 14 gennaio. Risposta immediata della società civile. L'analisi di Lorenzo Berardi, giornalista italiano che vive a Varsavia. “Speriamo che ne derivi un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella politica del Paese”

VARSAVIA – “È stato decisamente un attacco a sopresa. Non si erano mai verificati attacchi di questo tipo a politici in Polonia, tanto più in circostanze pubbliche. È stato traumatico anche per il luogo e il momento”. Lorenzo Berardi, giornalista italiano che, da alcuni anni, vive a Varsavia (Polonia) dove porta avanti insieme ad altri colleghi un progetto giornalistico che raccoglie notizie sull'Europa Centrale, commenta la morte del sindaco di Danzica, Pawel Adamowicz, avvenuta il 14 gennaio in seguito alle coltellate infertegli il giorno precedente alla serata finale del Wosp, un evento di beneficenza molto conosciuto in Polonia. “L'attacco è avvenuto sul palco del concerto conclusivo della manifestazione organizzata da 27 anni dalla Fondazione Wosp, una sorta di Telethon polacco, che ogni anno raccoglie donazioni per acquistare attrezzature ospedaliere – spiega Berardi – e poi Adamowicz era un personaggio molto in vista”. Sindaco di Danzica dal 1998 (oltre che di Gdynia e Sopot che insieme a Danzica formano un'area metropolitana chiamata Tripla Città), Adamowicz è stato eletto alle ultime votazioni con una lista amministrativa sostenuta dal partito di opposizione Piattaforma Civica, “è passato al primo turno con il 65% dei voti”, ed era conosciuto per le sue idee progressiste. “Ha lavorato per rimettere Danzica al centro della scena culturale del Paese, monopolizzata da Varsavia e Cracovia, e il cambiamento era evidente nell'atmosfera, nelle iniziative culturali, nella visibilità della città – continua Berardi – ma soprattutto Adamowicz era a favore del dialogo con la comunità ebraica, con il mondo Lgbt e promuoveva l'accoglienza e l'integrazione dei migranti, posizioni non vista con simpatia dal governo. Diceva che Danzica è un porto e come tale dovrebbe accogliere chi arriva”.

Le reazioni alla morte del sindaco di Danzica sono state immediate. “Il governo ha parlato di 'atto barbarico generato dal clima di odio e violenza' e ha invitato a non strumentalizzarlo a livello politico – racconta Berardi – Però la tv pubblica, fortemente controllata dal partito di governo, ha mandato in onda un servizio che suggeriva proprio una lettura politica di quanto avvenuto, tentando di attribuire il clima di odio e violenza all'opposizione”. L'autore dell'omicidio di Adamowicz è un un 27enne, appena uscito di prigione, che, dopo aver colpito il sindaco ha affermato al microfono di essere stato incarcerato ingiustamente per colpa di Piattaforma Civica. “Nel suo messaggio ha accusato Piattaforma civica ma non si sa se, come hanno scritto alcuni giornalisti, facesse parte di qualche movimento di estrema destra”.

Il 14 gennaio sono state organizzate manifestazioni sia a Danzica che a Varsavia. “È stata una risposta immediata, convincente – dice Berardi – Sono state molto partecipate ed è un segnale positivo. In Polonia è difficile riunire così tante persone in strada, soprattutto nel periodo invernale”. I prossimi mesi saranno molto importanti per il Paese: oltre alle elezioni europee di maggio, i cittadini polacchi saranno chiamati a votare per le parlamentari a novembre e nel 2020 per le presidenziali. “Le elezioni potrebbero portare a un cambio di governo, anche se, al momento, i sondaggi danno ancora davanti Diritto e giustizia, il partito di destra che ora è al governo – spiega Berardi – In Polonia non c'è un partito di centrosinistra e i due principali partiti di opposizione sono di centrodestra. Sarebbe auspicabile un maggiore coinvolgimento della società civile nella politica del Paese. È quello che potrebbe accadere, vediamo se l'onda lunga tiene: potrebbe essere un risultato positivo, anche se originato da un fatto drammatico”. (lp)

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