21 marzo 2015 ore: 16:04
Società

Morto mons. Pasini. Con Nervo ha contribuito alla "primavera della Chiesa"

Si è spento questa mattina a 82 anni dopo una malattia il presidente della Fondazione Zancan, successore di quel mons Nervo che morì sempre il 21 marzo di due anni fa. Mons. Albanesi: “Decisivo il suo contributo per lo sviluppo della rete Caritas”
Mons. Pasini

PADOVA - Alle 8 di questa mattina si è spento, all’età di 82 anni, mons. Giuseppe Benvegnù-Pasini, presidente della Fondazione Emanuela Zancan di Padova. Una figura importante della Chiesa italiana e del mondo del volontariato. A ricordarlo è in primis il direttore della stessa Fondazione Zancan, Tiziano Vecchiato. Che afferma: “Siamo grati al Signore per averci donato don Giuseppe. Gli siamo riconoscenti per la ricchezza umana e spirituale. È stato un dono per tutti e per la Fondazione Zancan. Monsignor Pasini e monsignor Giovanni Nervo ci hanno lasciato entrambi il primo giorno di primavera (due anni fa don Giovanni e oggi don Giuseppe). E insieme hanno contribuito alla primavera della Chiesa. Compagni di viaggio nella vita e nella fede e dono vivente per credenti e non credenti”.

Una vita intensa e piena di significato. Nato a Piove di Sacco (Pd) il 26 dicembre 1932, subito dopo la guerra, nell’ottobre 1945, entrò in seminario all’età di 13 anni. Venne ordinato sacerdote all’età di 23 anni e mezzo l’8 luglio 1956. Dal settembre 1956 fino al 1963 ha svolto funzioni di coadiutore nella parrocchia di San Daniele a Padova.
Si laureò in scienze politiche a Roma, in quanto nel settembre 1967 venne chiamato nella capitale come vice assistente nazionale delle Acli, a fianco dell’assistente nazionale mons. Cesare Pagani e vi rimase fino al 1971, con l’incarico di seguire la formazione dei quadri nazionali e provinciali del movimento. Sono gli anni più delicati dell’organizzazione aclista, che hanno visto la famosa “sconfessione” del movimento da parte di Paolo VI e il conseguente ritiro degli assistenti ecclesiastici nazionali e provinciali.

Nel 1972 mons. Giovanni Nervo chiese al Vescovo di Padova che mons. Pasini potesse collaborare nell’importante istituzione nata da poco per volere del Papa Paolo VI e della quale Nervo era presidente, la Caritas Italiana.  Così, dopo la laurea in scienze politiche, iniziò il nuovo impegno come responsabile del settore “Studi, formazione e documentazione” di Caritas Italiana, fino al 1986. In quell’anno mons. Nervo lasciò la Caritas Italiana per la scadenza del secondo mandato prevista dallo Statuto e in contemporanea la CEI nominò direttore nazionale mons. Giuseppe Benvegnù-Pasini, che ricoprirà questa carica dal 1986 al marzo 1996, per due mandati consecutivi.
Nel corso del duplice mandato di mons. Pasini la Caritas ha consolidato la sua presenza, distinguendosi per una forte connotazione educativa e sociale, con estrema attenzione ai bisogni dimenticati e agli “ultimi della fila”, sia a livello nazionale che internazionale.
Negli anni 1982-2002 mons. Pasini è stato docente di Pastorale della carità presso la Pontificia Università Lateranense. Dal 1996 al 2000 è direttore del Centro Giuseppe Toniolo di Padova.

Nel 1997 mons. Nervo diede le dimissioni da presidente della Fondazione Emanuela Zancan Onlus Centro Studi e Ricerca Sociale e chiese al Vescovo che possa subentrare a lui nella presidenza mons. Pasini. Dal 1997 a tutt’oggi è stato quindi presidente della Fondazione Emanuela Zancan Onlus, Centro di Studio e Ricerca nel settore delle politiche sociali, sanitarie, sociosanitarie, educative, cioè dei servizi alla persona.
Un fatto curioso: mons. Pasini si è spento oggi, nello stesso giorno – 21 marzo - in cui due anni fa moriva proprio Mons. Giovanni Nervo.

La telefonata del Papa. Il 3 marzo scorso alle 12 don Giuseppe aveva ricevuto al suo cellulare una telefonata di Papa Francesco. L’ha raccontata così: “(….) scoppiai a piangere e gli dissi: Santità, il fatto della Sua elezione è stato per me liberante. In quel momento ero in gran confusione, poi ebbi una illuminazione e pensai: ‘Offro le mie sofferenze a Dio per il Papa, perché possa compiere il suo enorme compito di riforma della Chiesa’, e dopo mi fu tutto più chiaro: la mia malattia non cadeva nel vuoto, ma aveva un compito nella Chiesa e nel mondo (…). Non soffrivo invano, ma tutto si univa alla sofferenza di Cristo (….). E dissi al Papa: ‘Santità, il fatto fu per me liberante, perché avevo uno scopo per cui pregare e per cui soffrire’. Il Papa, prima stette in silenzio, poi disse: ‘Volevo dirle che la ringrazio e che apprezzo la sua preghiera e la sua offerta del dolore’. Conclusi: ‘Santità, continuo a pregare per Lei e per la Chiesa’. E lui: ‘La prego ancora, preghi per me, per il Papa’, e mi benedisse”.

Il ricordo della Caritas Italiana
. In una nota la Caritas Italiana ricorda don Pasini, “testimone di fede, apostolo di carità, promotore di giustizia”. Come detto, mons. Pasini per 24 anni ha operato in modo significativo all’interno di Caritas Italiana, che ha diretto dal 1986 al 1996, accompagnandone e orientandone il  cammino fin dal suo primo avvio, accanto a Mons. Nervo, e nei decenni successivi.

Il ricordo di mons. Vinicio Albanesi. Afferma il presidente della Comunità di Capodarco: “Una grave perdita, vista la sua forte personalità e il suo impegno. In linea con l’ispirazione di Paolo VI e del Concilio, aveva una particolare predilezione per la ricerca e la formazione. Proprio alla formazione degli operatori Caritas si è dedicato, portando avanti e contribuendo in maniera decisiva alla crescita e allo sviluppo della rete Caritas sul territorio nazionale. Il suo era un taglio teologico molto alto, elaborato. Sembrava burbero, in realtà era l’atteggiamento frutto di una ricerca interiore costante, molto alta. Una grave perdita per tutti”.

La celebrazione eucaristica di ringraziamento, di suffragio e di commiato, presieduta da mons. Mattiazzo Vescovo di Padova, sarà celebrata in Duomo martedì 24 marzo 2015 alle ore 10.30. La camera ardente è presso la sala del commiato dell’Opera Immacolata Concezione, via Toblino 51, Padova. È aperta domani, domenica 22, e lunedì 23 marzo dalle ore 8.00 alle 18.30.

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