13 gennaio 2015 ore: 16:56
Società

Moschea a Milano, Dambruoso contro l'associazione turca del Caim

L'ex magistrato sostiene siano in una blacklist del ministero tedesco, ma il rapporto non ha accuse sull'associazione. Secondo il professor Paolo Branca "si continua a fare finta di nulla e nessuno affronta realmente il tema moschea". E volano le accuse nei confronti delle associazioni musulmane
Musulmani in preghiera, islam, moschea - SITO NUOVO

MILANO - "I gruppi legali usano mezzi politici per assicurarsi che i loro membri conducano una vita in conformità con i dettami del leggi islamiche in Germania". È quanto scrive nel rapporto "Proteggere la Costituzione 2013" il Ministero dell'Interno tedesco in merito alle organizzazione musulmane in Germania. In particolare, il rapporto fa riferimento in qualche riga ad un'associazione turca, Millî Görüs (Punto di vista nazionale, nella sigla tedesca IGMG), che ha ramificazioni in tutto il mondo e conta 87mila iscritti. Di questi, 31mila, stando alle statistiche del ministero, sono in Germania. Millî Görüs ha sedi anche a Como, Milano e Roma. Nel capoluogo lombardo fa parte del Caim, il Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano Monza Brianza. Il deputato di Scelta civica ed ex magistrato Stefano Dambruoso ha indicato in una nota diffusa il 12 gennaio Millî Görüs come un'associazione inserita nella "blacklist" del Ministero tedesco. "Non c'è nessuna lista nera, questo è un rapporto pubblico. Oltretutto l'associazione è citata fra quelle legali", reagisce il coordinatore del Caim Davide Piccardo. "C'è in corso un tentativo di inquinare le acque e creare confusione", continua.

Proseguendo nel rapporto del Ministero tedesco si legge che Millî Görüs in Germania "è in una fase di cambiamento strutturale, anche riguardo al personale. Il presidente di IGMG continua a lavorare nella direzione di più professionalità nelle attività di IGMG e cerca di adottare un profilo molto più religioso". Nulla più di questo. Mollî Görüs ha tentato di costruire nel marzo 2013 una moschea a Milano, in via Maderna. Il tentativo è naufragato contro scogli burocratici e permessi di costruzione mai ottenuti. Ancora la moschea turca è di là da venire: i fedeli continuano a pregare nei capannoni lì attorno. "Mi chiedo fin quando continueremo a far finta di niente – dichiara il professor Paolo Branca, islamista dell'Università Cattolica di Milano -. Sento sbraitare alcune parti politiche che sarebbe meglio non fare una moschea ufficiale a Milano, ma così facendo quelle non ufficiali proliferano e non vedo quale vantaggio per la sicurezza". Secondo il professore "è un pessimo segnale: si sta dicendo a queste persone che tanto la situazione si risolverà con un colpo di spugna, una sanatoria, come per altro si fa spesso in Italia per le questioni complesse".

Dell'associazione turca è noto il "forte coté politico", "l'ipernazionalismo" e "alcuni problemi con governi che si sono succeduti in Turchia", aggiunge Branca. Non che il governo attuale sia in conflitto: il 12 gennaio il presidente turco Ahmet Davutogliu ha rilasciato un commento alla stampa tedesca di fronte alla moschea Mevlana di Kreuzberg, quartiere di Berlino, insieme al presidente di IGMG Kemal Ergun.

L'associazione ha una sua storia e un suo radicamento, in particolare tra i turchi della diaspora: fondata nel 1969,prende le mosse dal movimento politico che ha permesso a Necmettin Erbakan (morto nel 2011, ostile all'occidentalizzazione della Turchia, ndr) di diventare primo ministro ad Ankara. Oltre che in Germania e in Italia, l'associazione ha ramificazioni in Francia, Paesi Bassi e Austria. (lb)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news