26 giugno 2014 ore: 15:52
Salute

Movimento No slot contrario alla tassa sull'azzardo per finanziare il welfare

La misura sarebbe un modo per le concessionarie e monopoli "di ripulirsi la coscienza". L'obiettivo del movimento è invece cancellare tutto il gioco d'azzardo. Lanciata una campagna di sensibilizzazione con una mostra itinerante, fatta da famosi vignettisti italiani
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MILANO - "Non si può curare la dipendenza da gioco d'azzardo con i soldi che provengono da una tassa sull'azzardo, perché questa è una morfina sociale. Siamo contrari ad una tassa di scopo". Lo dice Simone Feder, psicoterapeuta della Casa del Giovane di Pavia e membro del gruppo No slot. Il movimento oggi lancia "Azzardo: non chiamiamolo 'gioco'", una campagna di sensibilizzazione rivolta ai giovani e prende le distanze dal Decalogo di Regione Lombardia del 13 giugno 2013 in cui al punto nove si legge "istituire una tassa di scopo finalizzata a finanziare la prevenzione e il recupero dei soggetti patologici". L'obiettivo della campagna è quello di cancellare tutto il gioco d'azzardo, come dice anche Franco Taverna, coordinatore nazionale della Fondazione Exodus: "Fermiamo il gioco d'azzardo, vera e propria tassa sulla povertà che colpisce i più deboli".

"Confindustria gioco è d'accordo con la tassa di scopo, sarebbe un modo per permettere all'industria del gioco di lavarsi la coscienza. Sindaci, attenzione a non farvi fregare", è il monito di Marco Dotti, responsabile della campagna No Slot. Il riferimento, in particolare, è a Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna e primo firmatario dell’appello lanciato dai sindaci dell’Emilia Romagna che chiede di sostituire il rincaro sull'Imu con una tassa una tantum sui grandi player dell'azzardo. La ricetta viene dall'estero, da Spagna e Finlandia, dove parte dei servizi sociali sono pagati con le tasse dell'azzardo. "Poi diventa più difficile criticare", sostiene Dotti.

La campagna "Azzardo: non chiamiamolo 'gioco'" è promossa da Fondazione Exodus, la Casa del Giovane di Pavia, il movimento Non Slot, Vita e Anci, con il patrocinio del Senato. Si realizza attraverso una mostra itinerante fatta da 36 vignettisti italiani (tra cui Lele Corvi) che con la loro ironia raccontano i danni del gioco d'azzardo. I numeri sono eloquenti: nel 2012 il gioco lecito ha mosso 87,1 miliardi di euro per una spesa pro capite di 1.200 euro all'anno. (lb)

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