13 gennaio 2017 ore: 14:27
Disabilità

Napoli, 350 studenti disabili senza assistenti: presidio degli operatori

Presidio degli operatori socio-assistenziali. In 106 hanno perso il lavoro. La denuncia di Toni Nocchetti: “ Centinaia di alunni disabili se oggi frequentano la scuola lo fanno grazie a degli eroici genitori che corrono in loro aiuto. Si vergogni il comune, che ha sospeso il servizio”
Scuola, bambino alla lavagna, sostegno

NAPOLI – Trecentocinquanta ragazzi con disabilità a Napoli non possono ancora andare a scuola. Lo sta denunciando da mesi in tutti i modi – con manifestazioni, proteste sui social e a mezzo stampa – l’associazione Tutti a Scuola che ora chiede le dimissioni del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e della giunta. “Perché continuare a negare che centinaia di alunni disabili se oggi frequentano la scuola lo fanno grazie a degli eroici genitori che corrono in loro aiuto, alle 10, alle 11, a mezzogiorno – dice il presidente dell’associazione Toni Nocchetti - perché altrimenti per loro non ci sarebbe nessuna possibilità di andare al bagno, di spostarsi di mangiare un pezzo di pane? Vergognatevi , vergognatevi perché è l’unica possibilità che avete per recuperare nei vostri confronti un briciolo di serietà e di dignità. Se non siete capaci di trovare nemmeno un centesimo per i nostri figli almeno , in silenzio, togliete il disturbo e andatevene a casa”.

Intanto sindacati e operatori socio-assistenziali (106 quelli rimasti senza lavoro) hanno aperto un presidio davanti alla sede del Comune di Napoli. Che già da questa estate non aveva previsto in bilancio la copertura per l’assistenza materiale e per il trasporto. “Il Comune ha sospeso un servizio essenziale che interessa oltre 350 bambini disabili napoletani — afferma il segretario della Uil-Fpl (federazione poteri locali) Annibale De Bisogno — che adesso non sono più assistiti a scuola. Abbiamo chiesto inutilmente un incontro all’ assessore alle politiche sociali Roberta Gaeta — aggiunge il segretario della Uil-Fpl, che non ci risponde neanche più al telefono. Ci siamo rivolti quindi alla Prefettura, che ci ha assicurato che si attiverà per l’apertura di un tavolo di confronto. Nell’ attesa pensiamo ad un presidio 24 ore su 24 davanti a Palazzo San Giacomo”. L’assessore al Welfare Roberta Gaeta, dopo aver ripetutamente assicurato che il servizio sarebbe ripartito, ha rimbalzato la palla ai genitori, asserendo che per avere il servizio bisognava chiederlo. In realtà invece a inizio anno, la richiesta è già sul modulo di pre-iscrizione, dove i genitori segnalano se i figli presentano una qualche disabilità e se ci sono eventuali necessità e contestualmente si chiede l’assistentato. “Uno scaricabarile vergognoso - conclude Toni Nocchetti- siamo a un punto di non ritorno”.

Per capire cosa sia successo bisogna andare indietro di qualche mese. In una lunga seduta notturna tra il 7 e l’8 agosto 2016 il consiglio comunale di Napoli approva la manovra di bilancio 2016 con pesanti tagli al welfare: 27 milioni, per un totale di 130 milioni di euro in meno in tre anni. Nonostante questo, il sindaco Luigi de Magistris si dichiara ottimista: per lui “il bilancio approvato rappresenta un ottimo risultato perché consente di consolidare la messa in sicurezza della città e di non comprimere alcun servizio. L’azione di rilancio e di consolidamento di tutte le attività — sottolinea — sarà ulteriormente confermata da successivi interventi che saranno messi in atto a settembre. Poi saremo tutti impegnati, giunta, uffici amministrativi, partecipate, commissioni consiliari, municipalità e maggioranza politica, affinché per la prima volta il bilancio 2017 e quello pluriennale siano approvati entro Natale. In quella sede ci sarà quello scatto in avanti che ha rappresentato un impegno chiaro nella campagna elettorale”. Di fronte a una situazione a dir poco drammatica, l’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta dichiara in un’intervista a “Il Mattino” (martedì 9 Agosto 2016): “Assistenza ad anziani e disabili hanno priorità assoluta. Tutte le risorse di bilancio saranno convogliate su questa priorità. Poi con altri fondi garantiremo i settori per le donne vittime di violenza, infanzia, senza dimora, immigrati e così via”. Ad oggi, almeno per i ragazzi delle superiori, queste parole sono solo una promessa mancata. (ip)

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