18 ottobre 2016 ore: 16:40
Disabilità

Napoli, studenti disabili senza assistenza: "Per loro l'anno non è iniziato"

La denuncia di Tutti a scuola: sono 1200 i ragazzini delle scuole napoletane materne e superiori che non usufruiscono del servizio di accompagnamento (trasporto scolastico e di altro tipo), di cui 400 non ricevono nemmeno più l’assistente a scuola. "I familiari non possono stare zitti"
Disabile in carrozzina con assistente, ombre, invalidità

NAPOLI – La crisi del welfare a Napoli non conosce tregua. Questa volta a rischiare sono i bambini e i ragazzi disabili delle scuole napoletane materne e superiori che, ad anno scolastico ormai inoltrato, sono ancora senza assistenza. In particolare, ad oggi sul territorio cittadino complessivamente sono 1200 i ragazzini disabili che non usufruiscono del servizio di accompagnamento (trasporto scolastico e di altro tipo), di cui 400 non ricevono nemmeno più l’assistente a scuola (materne e superiori), assistenza che resta garantita invece per le scuole dell’obbligo (elementari e medie). 

Una situazione al collasso che oggi l’associazione Tutti a scuola torna a denunciare con forza attraverso una lettera aperta firmata dal responsabile Toni Nocchetti. “In silenzio, invisibili ai più, le famiglie dei bambini disabili napoletani stanno affrontando una prova difficile – si legge nella nota - Per loro purtroppo l’inizio dell’anno scolastico non è ancora avvenuto. Da un lato grazie alla riforma della ‘buona scuola’ di Renzi che in un colpo solo è riuscita ad ottenere il più eclatante vuoto di organico di insegnanti di sostegno dell’ultimo decennio e il contemporaneo utilizzo dalle graduatorie di insegnanti non specializzati. Dall’altro per le scelte effettuate dal comune di Napoli in sede di bilancio previsionale che hanno di fatto annientato il trasporto scolastico e l’assistenza materiale per gli alunni disabili delle scuole materne e superiori. In questo contesto è sconfortante registrare la sequenza di dichiarazioni, per lo più omissive sul diritto leso che gli alunni disabili stanno subendo, che provengono da palazzo san Giacomo. È doloroso evidenziare che da Roma il ministro dell’istruzione ritenga normale la perdurante assenza di insegnanti di sostegno dopo 40 giorni dall’apertura dell’anno scolastico. E continui a tacere”. 

“Quelli che non possono star zitti sono i familiari dei disabili che si chiedono e ci chiedono ‘che fare?’ – prosegue Nocchetti - Che fare quando le insegnanti accolgono allargando le braccia i loro figli ed ammettono di essere impossibilitate a ‘fare’ scuola senza le risorse  necessarie. Che fare quando i dirigenti scolastici, a bassa voce perché ormai da Roma  si viene giudicati se si disturba troppo ed allora è meglio star zitti, vorrebbero strapparsi i capelli ed urlare che senza insegnanti, con classi affollate, senza assistentato materiale la scuola per gli alunni disabili è una via Crucis. Proprio così, una via Crucis costellata da lacrime trattenute a malapena dai genitori, da silenziosi mugugni o attacchi di ira nello scoprire , al ritorno da scuola, il proprio figlio inzuppato di pipì e con i quaderni  desolatamente vuoti. A chi vuole che interessi dei nostri figli? Spesso le mamme e i papà lo ripetono. È difficile rispondere ad una domanda così drammatica, come genitore e come cittadino  ho imparato a riconoscere le priorità. I figli più fragili sono una priorità o almeno dovrebbero esserlo. A chi vuole che interessi dei nostri figli disabili? Forse dovrebbero interessare al sindaco di Napoli e ai suoi assessori, al presidente della regione e alla sua giunta, al ministro Giannini ed ai parlamentari della Campania e di tutta l’Italia. Forse”. 

Ma il probelam del welfare napoletano non riguarda solo l’assistenza materiale e il trasporto scolastico dei disabili. Sono 1108, tra anziani e disabili, gli utenti dell’assistenza domiciliare che entro fine ottobre potrebbero perdere del tutto l’assistenza. A rischiare il posto di lavoro complessivamente sono più di 300 operatori sociali, di cui 200 impiegati nell’assistenza domiciliare e 108 nell’assistenza scolastica alle materne e alle superiori. Già nei giorni scorsi diverse organizzazioni sociali napoletane avevano denunciato i tagli implacabili allo stato sociale, facendo fronte comune e riunendosi in un un nuovo coordinamento per il welfare a cui hanno aderito, tra gli altri, il gruppo di imprese sociali Gesco, l’Alleanza delle Cooperative Italiane, Legacoop Campania, l’Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi di Napoli e l’associazione I-Ken. (mn) 

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