14 ottobre 2014 ore: 15:57
Società

Napoli: transessuali sfruttate, costrette a pagare il pizzo e minacciate

Denunce anonime quelle giunte in queste ore all’Associazione trans Napoli e all’Arcigay. "Fenomeno non nuovo, ma ora la regia potrebbe essere di trans". In Campania sono 2000 le persone trans e costituiscono una delle comunità più antiche d’Europa
Transessuali sfruttati a Napoli

NAPOLI - Persone transessuali sfruttate, costrette a pagare il pizzo per conquistarsi un posto sul marciapiede e minacciate di pestaggi e ritorsioni in caso di mancato pagamento di 20 euro. Denunce pesanti, per il momento anonime, quelle giunte in queste ore all’Associazione Trans Napoli (ATN) e all’Arcigay Napoli. Le associazioni napoletane hanno raccolto, in questi giorni, numerose segnalazioni di casi di “sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione” che avrebbero riguardato persone trans e omosessuali di Napoli e della provincia. “Le segnalazioni sono anonime – affermano i presidenti delle organizzazioni, Loredana Rossi e Antonello Sannino – Ci impegniamo a capire cosa sta accadendo e a fare chiarezza. Sta di fatto che il fenomeno esiste ed è sempre più esteso non solo a Napoli, ma anche ad altre province campane. La novità assoluta in questo momento è che ci viene detto che la regia che sta dietro a tutto questa potrebbe essere di persone trans che per prime dovrebbero conoscere le discriminazioni, le violenze verbali e fisiche, l’emarginazione sociale di cui ancora oggi sono vittima le persone transessuali”.

box Dunque lo sfruttamento e le violenze, stando a quanto dicono i presidenti delle due associazioni che si battono per i diritti Lgbt (Lesbiche, gay, bisex, transgender), hanno come protagoniste persone trans e gay sia nel ruolo di vittima che di carnefice. “Le vittime non hanno il coraggio di venire allo scoperto – affermano Rossi e Sannino – come è normale che sia perché sono persone vulnerabili e sole, prive di ogni tutela e diritto sociale e civile. Ecco perché denunciano gli episodi di minacce e sfruttamento che subiscono all’ATN e all’Arcigay in forma anonima”. “Ricordiamo – aggiunge la presidente di ATN, Loredana Rossi – che le persone trans trovano ancora molte difficoltà nella ricerca di un lavoro e di una loro dignità e, nella maggior parte dei casi, non hanno alternative alla strada”. ATN e Arcigay Napoli chiedono da sempre alle istituzioni locali di mobilitarsi per la promozione dei diritti di queste persone e oggi lo fanno con rinnovata forza rivolgendosi a chi di dovere affinchè si faccia luce sui casi di sfruttamento ed estorsione denunciati in queste ore. Allo stesso tempo, invitano le persone transessuali e omosessuali a non pagare gli estorsori e a rivolgersi alle associazioni che forniranno il supporto legale, psicologico e morale di cui hanno bisogno per denunciare i loro aguzzini anche alla magistratura inquirente.

In Campania sono 2000 le persone trans e costituiscono una delle comunità più antiche d’Europa. L’unico progetto per la tutela della salute e dei diritti delle persone transessuali, il consultorio a bassa soglia “Altri Luoghi”, era promosso dal Comune di Napoli e si è concluso a novembre del 2013. Fatta eccezione per il camper “La Gatta”, servizio per il contrasto di tratta e prostituzione (gestito dalla coop Dedalus per l’amministrazione comunale), non esistono strutture di accoglienza e servizi che ne favoriscano l’inclusione sociale e lavorativa. Dal 2007 a Napoli è attivo anche lo “Sportello sociale Gay Lesbico Transgender” Cgil gestito dall’associazione I-Ken nato per contrastare fenomeni di omofobia, bullismo e ogni forma di discriminazione, che svolge attività di consulenza per le persone omosessuali e trans e di supporto per le famiglie e gli amici, di informazione sanitaria, di riduzione del danno per le malattie sessualmente trasmissibili e di orientamento per le persone migranti. (Maria Nocerino)

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