11 novembre 2013 ore: 10:40
Economia

Nasce l’Alleanza contro la povertà: “Insieme per cambiare”

Per la prima volta associazioni, organizzazioni, sindacati e soggetti istituzionali insieme per sostenere il cammino verso un Piano nazionale di contrasto alla povertà assoluta. Un’emergenza che colpisce quasi 5 milioni di italiani
Povertà, signora anziana fruga tra i rifiuti

boxROMA – Non sono mai stati così tanti, e forti della novità che portano promettono di dare battaglia per convincere il governo ad avviare fin dal 2014 un Piano nazionale contro la povertà. Sono quelle associazioni, organizzazioni, sindacati, soggetti istituzionali che hanno deciso di dare vita all’“Alleanza contro la povertà”, un sodalizio – che viene presentato questa mattina a Roma - nato per “promuovere adeguate politiche contro la povertà assoluta”. Ci sono dentro venti realtà ampiamente radicate sul territorio, ma il progetto è aperto a tutti coloro che condividono la necessità di un intervento forte per arginare il diffondersi di un fenomeno, quello della povertà assoluta, che colpisce ormai l’8% della popolazione residente nel nostro paese e che negli ultimi sette anni è raddoppiato, arrivando a coinvolgere (dato 2012) quasi 5 milioni di persone.

Come è noto in Italia (con la Grecia unico paese dell’Europa a 15) manca una misura universale di contrasto alla povertà assoluta e tutte le richieste di introdurne una si sono finora rivelate vane. Problemi di copertura economica, certamente, ma a pesare in questa inerzia quasi solamente tutta italiana è stata anche l’assenza di un’adeguata e convincente azione di pressing politico.

E’ quella che ora si propone di fare l’Alleanza alla quale finora hanno aderito Acli, Anci, Action Aid, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Cgil – Cisl - Uil, Cnca, Comunità di S. Egidio, Confcooperative, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio nazionale italiano Onlus, Fio-PSD, Fondazione Banco Alimentare, Forum nazionale del Terzo Settore, Lega delle Autonomie, Movimento dei Focolari, Save the Children, Jesuit Social Network. In tutte queste realtà c’è la “consapevolezza che solo unendo le forze si può provare a cambiare qualcosa, a cominciare da questa legge di stabilità che rappresenta il banco di prova della volontà politica di avviare sin dal prossimo anno un Piano nazionale contro la povertà”.

L’“Alleanza contro la povertà” nasce da un’idea di Cristiano Gori (docente alla Cattolica di Milano), coordinatore del gruppo di studio che ha elaborato nei mesi scorsi la proposta del Reis (reddito di inclusione sociale), presentata all’attenzione dell’opinione pubblica da Acli e Caritas Italiana. Il Reis, un mix di diritti e di doveri, di contributi monetari e servizi alla persona, è stato pensato per un’introduzione graduale in quattro anni, partendo da un finanziamento iniziale di 900 milioni di euro. Anche sulla spinta di quella proposta (e di altre che, come il lavoro proposto da Irs, Ars e Capp sulla riforma del welfare, tendono all’introduzione di una misura universale di tal genere), il governo, con il ministro del Welfare Giovannini, aveva a metà dello scorso mese di settembre presentato il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva), risultato del lavoro compiuto da un tavolo di lavoro coordinato dal viceministro Cecilia Guerra. Una misura presentata proprio come uno strumento universale di contrasto alla povertà, dall’impegno finanziario a regime di circa 7 – 8 miliardi di euro annui, e per la quale il ministro Giovannini si era impegnato a verificare la possibilità di stanziare dei fondi nella legge di stabilità.

Il testo poi varato dal governo, però, e ora all’esame del Parlamento, non contiene però alcun riferimento al Sia o ad alcuna altra misura universalistica di contrasto alla povertà assoluta, prevedendo semplicemente, al momento, 250 milioni per il rifinanziamento della “vecchia” social card, la carta acquisti varata nel 2008 i cui limiti strutturali sono ormai evidenti a tutti. In questo contesto, la prima partita che la neonata “Alleanza contro la povertà” (all’interno della quale alle Acli è stato affidato il compito del coordinamento politico-organizzativo) si troverà a giocare sarà proprio quella della legge di stabilità, il cui sbarco in Aula al Senato è previsto per il prossimo 18 novembre. (ska)

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