5 luglio 2022 ore: 15:49
Società

Nato, Uiki onlus: non consegnare gli esuli curdi al dittatore Erdogan

Appello al capo del governo italiano Draghi in visita in Turchia. "L'allargamento della Nato non è possibile sotto il segno del sacrificio della libertà di un popolo"

ROMA - "Sappia il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, che incontra oggi Erdogan, che il memorandum con cui la Turchia consente a Svezia e Finlandia l'ingresso nella Nato consegna la vita di donne e uomini curdi esuli in Svezia e Finlandia ad Erdogan, un feroce dittatore". Così in una nota Uiki onlus, l'Ufficio d'informazione del Kurdistan in Italia.

Nel comunicato si legge ancora: "Tutti i rifugiati politici di cui la Turchia chiede l'estradizione svolgono legittime attività professionali e politiche. Tra loro vi sono anche membri del Parlamento, come Amineh Kakabaveh, nata nel Kurdistan iraniano. Ricordiamo a Draghi che Ocalan ha ottenuto asilo politico in Italia ed è cittadino onorario di Napoli, Palermo e tante medie e piccole città. Tuttavia Ocalan, politologo e storico, leader di un intero popolo, da 23 anni è imprigionato nel carcere di massima sicurezza sull'isola di Imrali, in totale isolamento, contro ogni convenzione internazionale".

Uiki onlus continua: "Erdogan pretende che siano estradate donne e uomini che hanno, anche a nome dell'Italia, sconfitto l'Isis al costo di dodicimila caduti. Donne e uomini che hanno realizzato, nel Rojava, una forma alta di democrazia fondata sulla centralità del ruolo della donna, il rispetto di ogni diversità. Erdogan da mesi bombarda con aerei, droni e artiglieria pesante i territori kurdi oltre il confine iracheno, con vittime civili, devastazione di ospedali, chiese cattoliche, campi coltivati. Ricordi il presidente Draghi che l'allargamento della Nato non è possibile sotto il segno del sacrificio della libertà di un popolo". (DIRE)

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