28 gennaio 2022 ore: 16:30
Immigrazione

Naufragio al largo della Tunisia, il deputato: basta rimpatri

Rinvenuti i corpi di sei migranti, vittime di un naufragio che secondo l'Oim potrebbe aver coinvolto oltre 30 persone. Majdi Karbai: "Con Roma un accordo iniquo"

ROMA - I corpi di sei migranti sono stati rinvenuti sulle coste della Tunisia, vittime di un naufragio che secondo l'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) potrebbe aver coinvolto oltre 30 persone.

Come riferisce l'organismo Onu, le autorità tunisine hanno tratto in salvo 34 persone a bordo di un gommone che si è rovesciato al largo del Paese mentre tentava di raggiungere le coste europee. A bordo inizialmente i passeggeri erano una settantina. L'Agenzia di stampa tunisina Tap riferisce che il natante era salpato dalla cittadina di Zarzis.

Le autorità tunisine hanno fatto sapere che nell'ultimo periodo le partenze sono aumentate, e che in sole 48 ore la guardia costiera ha intercettato otto imbarcazioni.

Anche dalla Libia le partenze continuano. L'Oim rilancia i dati della Guardia costiera libica, che tra il 16 e il 22 gennaio riferisce di aver riportato a terra 604 persone, di cui 27 minori.

Le associazioni per i diritti umani in Tunisia denunciano da tempo che l'alto tasso di persone che scelgono di raggiungere l'Ue attraverso vie irregolari spesso letali è legato sia alla mancanza di lavoro e prospettive, che alla difficoltà di ottenere visti d'ingresso nei Paesi europei.

A fronte di questa situazione, Le Courrier de l'Atlas, testata sull'attualità del Nord Africa, rilancia gli ultimi dati del ministero dell'Interno sui rimpatri dall'Italia: nel 2021 quelli verso la Tunisia hanno toccato la cifra record di 1.872, a fronte di due sole espulsioni verso l'Algeria, 12 verso il Marocco e 231 verso l'Egitto.

Ad essere rimpatriati, come evidenzia il deputato tunisino residente in Italia Majdi Karbai intervistato dal Courrier, non sono solo migranti arrivati sui barconi ma anche tunisini "residenti a cui è scaduto il permesso di soggiorno".

Il deputato prosegue ricordando che "accordi sul tema migratorio tra Italia e Tunisia esistono dalla fine degli anni '90, ma sono stati completamente rivisti nel novembre 2020, dopo la visita del ministro Luigi Di Maio a Cartagine". Il politico definisce tale intesa "iniqua" e chiarisce: "Gli altri Paesi del Maghreb ovviamente non accettano che i loro cittadini siano trattati in questo modo. Le autorità tunisine hanno accettato questo accordo per ottenere benefici finanziari", che aiutino la Tunisia a uscire dalla crisi economica peggiorata dalla pandemia. (DIRE)

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