20 agosto 2018 ore: 17:31
Immigrazione

Nave Diciotti, il Garante detenuti scrive a Guardia Costiera e Interno

Mauro Palma chiede alle autorità competenti delucidazioni sulla richiesta di place of safety e sulle condizioni dei 177 migranti a bordo. “Il paese potrebbe essere chiamato a rispondere in sedi internazionli di comportamenti omissivi”

ROMA - Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, interviene di nuovo per richiedere urgenti informazioni alle autorità competenti in relazione a un caso di rilevanza umanitaria, il mancato approdo della nave Diciotti, della Marina militare. La richiesta è stata espressa in una lettera inviata congiuntamente al Comandante generale della Guardia costiera, Ammiraglio Giovanni Pettorino e alla Capo Dipartimento libertà civili del Ministero dell'interno, Prefetto Gerarda Pantalone.  Secondo notizie riportate dalla stampa nazionale la nave avrebbe soccorso 190 persone in zona Sar maltese, in seguito Malta avrebbe opposto un rifiuto a individuare un Place of safety (Pos). La Diciotti quindi avrebbe fatto sbarcare a Lampedusa tredici di queste persone che versavano in particolare stato di vulnerabilità.

Il Garante nazionale spiega in una nota di aver chiesto delucidazioni sulla richiesta di un “Place of safety, sulle ragioni di un eventuale diniego di approdo, sulle condizioni generali dei 177 migranti a bordo della nave, ormeggiata da 42 ore al largo di Lampedusa a quanto risulta da foto circolate sui social” L'intervento del Garante deriva dal fatto che in base al proprio mandato esso è chiamato a vigilare anche su possibili “privazioni de facto della libertà e il caso della nave Diciotti sembrerebbe avere una configurazione di questo tipo, vista l'apparente prolungata assenza di indicazioni di sbarco - spiega la nota - Nella lettera il Garante precisa di agire in via preventiva a protezione delle persone in situazione di possibile privazione della libertà, nonché di coloro che hanno operato e operano per il loro soccorso, ma anche a tutela del Paese, che potrebbe essere chiamato a rispondere in sedi internazionali per eventuali comportamenti omissivi”.

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