18 gennaio 2017 ore: 15:33
Società

Nei quartieri arriva il manager di comunità per aiutare le famiglie

A Milano sono otto: il loro compito è scoprire i bisogni delle persone in difficoltà e stimolare la risposta delle associazioni e delle imprese presenti in un determinato quartiere. "Lo sforzo è di pensare a progetti che possano durare nel tempo e che coinvolgano tutti", spiega Francesco Villabruna, manager della zona di via Solari
Famiglia di carta su mani

MILANO - Scopre i bisogni delle persone in difficoltà, cerca chi li può soddisfare, aiuta a trovare soluzioni innovative. È il "manager di comunità", nuova figura professionale del sociale, che ha debuttato a Milano da circa un anno. Per comunità si intende l'insieme delle persone che vivono in un determinato quartiere o zona della città. Nel capoluogo lombardo per ora ce ne sono otto, "nati" grazie al progetto "Milano sei l'altro", promosso da una rete di cooperative sociali e imprese per dare vita a un nuovo modello di welfare comunitario. "In questi mesi il mio ruolo è stato quello di ricercare conoscere in profondità i bisogni del quartiere e mappare tutte le realtà associative e imprenditoriali presenti", spiega Francesco Villabruna, 47 anni, un passato di operatore in diverse associazioni e cooperative sociali e ora "manager di comunità" nella zona di via Solari, sud ovest di Milano. "Ho lavorato molto con alcune delle realtà più vive -sottolinea-. Perché l'obiettivo non è solo quello di capire quali sono i bisogni delle famiglie più in difficoltà, ma anche quello di farle diventare protagoniste delle soluzioni, insieme alle associazioni e alle imprese".

 

Il manager di comunità mira a trovare soluzioni innovative ai problemi. "Lo sforzo è quello di pensare a progetti che possano durare nel tempo e che sia realmente coinvolgenti delle realtà di un quartiere. Anche le imprese possono fare molto". Francesco Villabruna e gli altri sette manager di comunità non sono però soli nella loro impresa: alle spalle hanno la rete di cooperative sociali e imprese che hanno dato vita al progetto di "Milano sei l'altro". "Sono realtà già presenti nei quartieri, con servizi di diverso genere e certo possono diventare parte delle risposte ai bisogni delle persone".

 

Il progetto "Milano sei l'altro" è stato per ora sperimentato nei municipi 4 e 6. Una particolare attenzione è rivolta ai bisogni delle famiglie che fanno fatica a conciliare la cura dei figli con gli impegni lavorativi, di quelle che hanno persone disabili al loro interno e a delle donne sole senza occupazione perché devono prendersi cura dei genitori o dei figli.

 

"Milano sei l'altro" è un progetto guidato dal Consorzio Sis in parternariato con Fondazione Eni, Spazio aperto servizi, A&I, Comunità del Giambellino, La Cordata, Welfare Milano -Solari 6 e Comune di Milano. (dp)

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