6 marzo 2014 ore: 16:22
Salute

Neknominate, “l’alcolismo tra i giovani non è nuovo ma sono in aumento le ragazze”

Secondo la psicologa Arianna Marfisa Bellini di Dedalus, il "gioco" alcolico che impazza sui social network in cui tanti giovanissimi si sfidano a bere alcol tutto d’un fiato non è di per sé un sintomo di disagio sociale
Davide Monteleone/Contrasto Donna beve da bottiglia, alcol

BOLOGNA – “L’alcolismo in età precoce non è una novità, ciò che è veramente nuovo è l’aumento delle ragazze che fanno uso di droga e alcol”. A parlare è Arianna Marfisa Bellini, psicologa e psicoterapeuta del centro Dedalus di Bologna che si occupa della cura dei nuovi sintomi del disagio giovanile e il riferimento è ovviamente a Neknominate, il ‘gioco’ alcolico che impazza sui social network in cui tanti giovanissimi si sfidano a bere alcol tutto d’un fiato. Secondo Bellini però “l’allarmismo mediatico intorno a questa moda non appartiene alla nostra cultura ma a quelle dove l’alcol ha un’incidenza decisamente diversa e maggiore”. Il problema della diffusione dell’alcol tra i giovani esiste ma secondo la psicologa il gioco non è di per sé un sintomo di disagio sociale e anzi, “quasi paradossalmente Facebook in questo caso è quasi un limite perché bevono quel bicchiere di birra e basta, non è la serata fuori con gli amici in cui bevono senza limiti fino al punto da dover essere accompagnati a casa dagli altri”.

“La situazione è complicata e non è un fenomeno sociale recente – spiega la psicoterapeuta – si inizia già dalle medie quando il rapporto con il proprio corpo cambia e i giovanissimi iniziano a interrogarsi su cosa vogliono e cosa gli piace”. E così vale anche per le droghe, sigarette comprese. I ragazzi quando hanno un disagio si ritirano in se stessi e cercano qualcosa che li faccia godere senza bisogno d’aiuto: ecco che trovano risposte in stupefacenti e alcol. Le ragazze invece, quando hanno un sintomo che denota un malessere cercano la soluzione nella relazione con l’altro e nel consenso sociale. Così è anche per un video che va on line o una foto. “È la commistione tra il consenso sociale, quindi alcol, e il desiderio di mostrarsi che rende il gioco così interessante”. Ma se le ragazze rispondono a una videocamera che le immortala, i maschi da cosa sono spinti? “I ragazzi rispondono alla sfida, spesso alzando il tiro, per fare vedere che sono migliori degli amici”, conclude. (irene leonardi)

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