20 dicembre 2016 ore: 16:30
Immigrazione

Nel cuore della Calabria il "Global Migrant Day", per raccontare l’immigrazione

Incontri e testimonianze per creare un focus sull’immigrazione che fa rima con accoglienza e su quella che si racconta nell'abbandono della propria terra e nel coraggio di andare per inseguire la dignità negata
Global migrant day - Calabria 2016

CATANZARO - Global Migrant Day, ovvero una “ tre giorni di azione globale per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati: perché affermare i loro diritti vuol dire affermare i diritti di tutti e tutte”. Questo il leit motiv della manifestazione che si è articolata in tre giornate nel cuore della Calabria, tra Curinga e Lamezia nella provincia catanzarese. Il Global Migrant Day è partito da Curinga, un piccolo comune che da qualche tempo ospita lo Sprar; le tante storie di migrazioni a confronto sono state raccontate nelle scuole e nelle piazze. Sono stati proiettati dei video sul fenomeno migratorio, sono state ascoltate delle testimonianze di uomini e donne che l’odissea dell’immigrazione l’hanno vissuta sulla loro pelle. Tra i tanti ospiti anche esperti del fenomeno, esponenti della Chiesa, operatori sociali degli Sprar, amministratori locali. Ad allietare la lunga maratona di condivisione e di confronto tra italiani e stranieri, non sono mancati i momenti di convivialità e di spettacolo con cene etniche e concerti di artisti di diversa nazionalità.

Il Global Migrant Day ha voluto offrire alle comunità di Curinga e di Lamezia i tanti aspetti di una realtà complessa e spesso non sufficientemente compresa: la tre giorni ha voluto creare un focus sull’immigrazione che fa rima con accoglienza e su quella che si racconta nell´abbandono della propria terra e nel coraggio di andare per inseguire la dignità negata. Connessioni e distanze in una Calabria che è snodo per l´approdo e per le partenze; nella regione d’Italia più povera, sempre ultima in tutte le classifiche nazionali, le giovani generazioni di italiani e stranieri si sono confrontati con le ragioni della scelta ( la ricerca di una ‘nuova terra promessa’) ma anche con il vissuto di ogni giorno, fatto non solo di difficoltà ma anche di quotidiana normalità.

Il confronto ha puntato l’attenzione anche sulle dinamiche sociali dell´accoglienza e dei servizi alla luce di un impegno territoriale forte che, grazie ai progetti Sprar, mette insieme enti pubblici, esperti, cittadini, associazioni e studenti. Il Global Migrant Day si è concluso con un incontro al teatro Umberto di Lamezia cui hanno partecipato don Giacomo Panizza, fondatore e presidente della Comunità Progetto Sud; Edgar Serrano, esperto in geopolitica; numerosi migranti accolti negli Sprar del lametino; e tanti studenti di diversi istituti superiori di Lamezia. Panizza ha rimarcato il fatto che bisogna puntare sull’accoglienza dei migranti, senza avere paura del diverso colore della loro pelle. “Anche il mondo di oggi – ha ribadito don Giacomo – è frutto della mescolanza con tante popolazioni diverse; dunque, il futuro va costruito anche con gli immigrati che vivono sul nostro territorio”.

Serrano ha spiegato che continuano ad essere antissimi i migranti che scappano dai rispettivi Paesi d’origine perché le loro nazioni sono state messe in ginocchio da guerre e carestie. Inoltre molti di questi Stati sono sfruttati e quindi impoveriti da anni, quindi sono divenuti paesi dove è quasi impossibile condurre una vita dignitosa. Lo studioso ha evidenziato: “La ricchezza mondiale è concentrata su circa 25 Paesi, i quali detengono il monopolio economico sulle altre 275 nazioni presenti sul pianeta. Purtroppo – ha fatto notare Serrano – i Paesi ricchi sono anche quelli che fomentano focolai di guerra, conflitti che generano disagio e povertà favorendo il fenomeno migratorio di milioni di ‘disperati’ da una parte all’altra del globo”. A conclusione della tre giorni, Antonio Marinaro responsabile dello Sprar di Curinga, ha illustrato ai tanti giovani presenti il funzionamento del servizio di accoglienza per i rifugiati e richiedenti asilo. Lo Sprar è stato definito “come la giusta opportunità offerta ai migranti per ricevere assistenza e strumenti per vivere meglio; ad ognuno di loro – ha commentato Marinaro – diamo ‘la canna da pesca per andare a pescare’ in modo che possano essere autonomi economicamente e possano realmente integrarsi socialmente nel Paese in cui si trovano”. (msc)

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