29 giugno 2020 ore: 16:15
Giustizia

Nelle carceri milanesi è di nuovo sovraffollamento

di Dario Paladini
L'ingresso di nuovi detenuti ha riportato la situazione a livelli di allarme. Garante dei detenuti di Milano Francesco Maisto: “Ora la situazione è più complessa, per l'emergenza Covid.-19 ci sono meno spazi”
Carcere, detenzione

MILANO – Celle di nuovo affollate nelle carceri di Milano. In aprile e maggio, per l'emergenza Covid-19, San Vittore, Bollate e Opera erano state “alleggerite”, permettendo a diversi detenuti di poter usufruire di misure alternative alla vita in cella. Ma ora con i nuovi ingressi i numeri dei detenuti reclusi tornano ad essere alti: a San Vittore sono 840 contro una capienza regolamentare di 745, a Bollate sono 1.142 su 1.251 posti letto, a Opera 1.250 su 918. “Ora la situazione è più complessa, perché per l'emergenza Covid-19 sono stati riservati spazi tolti alla detenzione ordinaria”, spiega Francesco Maisto, Garante dei detenuti di Milano, che oggi ha illustrato la situazione degli istituti penali cittadini durante l'audizione alla Commissione carceri di Palazzo Marino. Per esempio, San Vittore ha un reparto apposito per accogliere i malati di Covid-19: un'eccellenza che ha limitato il contagio, ma che porta via inevitabilmente posti letto nel vecchio carcere. A Bollate ci sono celle di isolamento per i convalescenti.

“La situazione è quindi problematica -aggiunge Maisto-. Molti dei nuovi detenuti sono persone connotate da un forte disagio sociale. Per evitare che finiscano in carcere si potrebbero applicare misure alternative già al momento del processo per direttissima, soprattutto per i tossicodipendenti. Ma il problema è che anche le comunità di accoglienza sono bloccate e non accettano nuovi ingressi per effetto delle misure regionali”.

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