29 aprile 2015 ore: 10:45
Non profit

Nepal, "affido per aiutare i bambini colpiti dal sisma"

La proposta di Aibi: sostegno a distanza, ma anche accoglienza in Italia temporanea per le mamme con i figli o per i minori in condizioni di salute precarie. "A gestire l'intervento dovrebbero essere quelle ong operative in Nepal con esperienza nell'accoglienza dei minori"
ScanPix Terremoto Nepal - Raccolta fondi "Agire" 3

Foto: ScanPix

ROMA - Gli effetti del catastrofico terremoto che sabato 25 aprile ha sconvolto il Nepal potrebbero farsi sentire anche molto dopo la fine dello sciame sismico che a distanza di giorni dalla prima devastante scossa sta facendo ancora tremare il Paese. “Come quasi sempre accade quando una calamità naturale di questa portata colpisce una zona povera del mondo, il periodo che segue la catastrofe è non meno drammatico – si legge in una nota di Ai. Bi. Amici dei bambini -. Quando i cadaveri si contano a migliaia e gran parte della popolazione  rimane senza casa, senza cibo, senza medicinali e senza cure igieniche, il disastro si può protrarre per settimane, a volte mesi. La paura maggiore, passato il terremoto, è quello delle epidemie”. Inoltre “l’urgenza fondamentale, adesso, è quella di mettere in sicurezza i più piccoli. Si calcola infatti che siano addirittura 2 milioni i bambini a rischio fame, disidratazione, malattia. Molti di loro sono ormai costretti a vivere separati dalle proprie famiglie e questo li rende ancora più vulnerabili” continuano dall’associazione.

“Un’emergenza nell’emergenza, quindi, che si deve risolvere in fretta e adottando la strategia giusta. Non si possono commettere infatti gli errori commessi in passato. È ancora tragicamente fresco il ricordo di quanto avvenne ad Haiti, subito dopo il terremoto che devastò l’isola caraibica nel gennaio 2010, provocando decine di migliaia di vittime. In quell’occasione non ci si attivò per portare via i più piccoli da quell’inferno. Il risultato fu drammatico: 30 mila bambini morti causa di un’epidemia di colera scoppiata come conseguenza indiretta del sisma. Bisogna rendersi conto che è impossibile aiutare nel loro Paese semidistrutto tutti i 2 milioni di minori nepalesi a rischio”.

Per questo Amici dei bambini ha deciso di mettere il moto il meccanismo dell’accoglienza familiare. Tre le modalità con cui verrà promosso questo intervento: l’affido interfamiliare in Nepal, che potrà essere sostenuto a distanza dai donatori italiani;  l’affido internazionale, per cui un bambino nepalese in condizioni  di salute precarie  o bisognoso di cure sanitarie verrà accolto presso una coppia affidataria italiana per il tempo strettamente necessario, finché la fase più drammatica dell’emergenza sarà passata o la guarigione conseguita; l’accoglienza umanitaria, ovvero la possibilità di ospitare per qualche tempo in casa propria, qui in Italia, una mamma nepalese con il suo bambino.

In particolare per queste ultime due modalità di intervento, Ai.Bi. può mettere a disposizione quasi 5 mila famiglie: 3.200 adottive e 1.500 affidatarie. “Ma ovviamente è necessaria la disponibilità di molte più famiglie per poter fare fronte a un’emergenza così grave, con priorità accordata alle coppie che hanno già avuto esperienza di accoglienza”. Ai.Bi., inoltre, offrirà la sua struttura di Casa Mosè, a Messina, fino a qualche mese fa utilizzata per accogliere i minori stranieri non accompagnati che sbarcavano sulle coste italiane.

A gestire tutte le tipologie di intervento per il collocamento in sicurezza dei bambini nepalesi dovrebbero essere quelle Ong operative in Nepal, con esperienza nell’accoglienza dei minori, a garanzia che gli errori del passato non verranno più ripetuti e che migliaia di piccoli nepalesi non dovranno soffrire oltre la tragedia che li ha già colpiti”. Per chi volesse  effettuare una donazione a favore della popolazione colpita dal terremoto o che intendesse offrire la propria disponibilità all’accoglienza di un bambino o di un nucleo mamma-figlio nepalesi, può chiamare lo speciale numero verde 800 224455 istituito dall’associazione. Per ulteriori informazioni si può anche visitare il sito dell’Ai Bi.

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