30 aprile 2015 ore: 12:41
Non profit

Nepal, appello di Sos Villaggi dei Bambini: "Aiutare i minori nel loro paese"

L'associazione raccomanda: "Al trauma della perdita degli affetti e dello shock subito non si aggiunga quello dello sradicamento totale dal proprio contesto di vita e dai propri riferimenti culturali e linguistici"
ScanPix Terremoto Nepal - Raccolta fondi "Agire" 2

Foto: ScanPix

MILANO - "Un supporto prioritario ai bambini nel loro paese d'origine, come sancito dalla convenzione Onu sui diritti dei bambini e dalle Linee Guida delle Nazioni Unite in materia di accoglienza etero familiare". Sos Villaggi dei Bambini, che già fornisce cibo, acqua e beni di prima necessità alla popolazione colpita, chiede a tutti gli attori impegnati nell’emergenza in Nepal di mettere l’interesse dei bambini al primo posto. Una posizione che si pone in contrasto con l'appello lanciato ieri da Aibi alle famiglie italiane di prendere in affido i bambini nepalesi.  

"I bambini sono sempre tra i più vulnerabili nelle situazioni di emergenza - sottolinea l'associazione - e queste Linee Guida dovrebbero essere osservate da tutti gli attori. Il principio di sostegno dei bambini nel loro paese d’origine è a tutela dei bambini stessi, perché al trauma della perdita degli affetti e dello shock subito non si aggiunga quello dello sradicamento totale dal proprio contesto di vita e dai propri riferimenti culturali e linguistici. Perché non si corra il rischio che bimbi adottati frettolosamente in altri Paesi possano ritrovare la loro famiglia successivamente, subendo ulteriori fratture emotive. A tal fine è fondamentale un approccio coordinato tra le agenzie di soccorso in Nepal per identificare e registrare i bambini apparentemente “non accompagnati” il più rapidamente possibile, in vista di un potenziale ricongiungimento familiare".

Per i bambini che hanno bisogno di cure alternative, Sos Villaggi dei Bambini ritiene che si debbano vagliare le opzioni presenti nel paese di origine del bambino (art. 21 della Crc), come l’adozione nazionale, l’affidamento e l’accoglienza in comunità familiari. "Prioritari per il bambino - continua Sos Villaggi - devono essere la stabilità e il ritorno alla quotidianità: tornare a scuola, vedersi con gli amici, giocare lo aiuteranno a recuperare più rapidamente"

A oggi la situazione della maggior parte dei bambini non accompagnati in Nepal non può essere valutata pienamente. "Identificheremo e registreremo i bambini non accompagnati, cercheremo le loro famiglie d’origine e riunificheremo, ove possibile, i figli con le loro famiglie. Offriremo accoglienza ai bambini rimasti orfani a causa del terremoto" – afferma la direttrice di Sos Villaggi dei Bambini Internazionale Nepal, Shubha Murthi.

È questo che ha spinto Sos Villaggi dei Bambini a creare Spazi a Misura Bambino. I primi 3 sono stati allestiti a Bhaktapur e a Karve. A breve sorgeranno altri 14 nella Valle di Kathmandu. Gli Spazi a Misura Bambino assicurano: protezione da rischi come violenza, abuso e sfruttamento dei bambini soli, promozione del benessere psico-sociale (elaborando il trauma), sostegno emotivo e sociale e rafforzamento della capacità di protezione dell'infanzia da parte della comunità stessa.

"Studiamo la validità e l’efficacia degli Spazi a Misura Bambino da molto tempo. Sono stati utilizzati in Siria e nelle Filippine. Fornire uno spazio sicuro e stimolante per i bambini, dopo un disastro di tale portata, ha un impatto positivo immediato. Consente inoltre ai genitori di gestire la situazione di emergenza, dedicandosi alla ricostruzione, alla ricerca di cibo e acqua, alla partecipazione ai progetti comunitari, sapendo che i loro figli sono al sicuro. Negli spazi i bambini ricevono cibo e cure mediche e nel periodo in cui l’accesso all’istruzione è negato, svolgono attività scolastiche. Abbiamo sempre notato un beneficio per le famiglie nella gestione dello stress e della paura", conclude Shubha. 

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