8 giugno 2020 ore: 10:00
Ambiente

Nepal, i bambini "raccontano" la crisi climatica

A Torino fino al 2 luglio la mostra fotografica “ForEverest”. Per scoprire l’impatto del cambiamento climatico nel paese asiatico, dove i ghiacciai oggi si sciolgono a una velocità doppia rispetto a 30 anni fa
Foto: Diana Bagnoli Nepal studentessa gioca con una mascherina - Osservatorio diritti

Una studentessa della scuola gioca con una mascherina per proteggersi dalle polveri

Fino al 2 luglio la fotogiornalista Diana Bagnoli e la giornalista ambientale Giorgia Marino propongono la mostra “ForEverest – La crisi climatica in Nepal con gli occhi dei bambini”. Un modo per scoprire l’impatto del cambiamento climatico nel paese asiatico, dove i ghiacciai oggi si sciolgono a una velocità doppia rispetto a 30 anni fa. L’esposizione può essere visitata al Museo A come Ambiente – MAcA di Torino. Le immagini sono frutto di oltre un mese di documentazione delle giornaliste e fanno parte di un progetto realizzato dalla ong Docenti Senza Frontiere grazie anche al bando europeo “Frame Voice Report!”.

Le conseguenze. L’impatto del surriscaldamento globale è già visibile nella zona in cui sorgono le montagne più alte del mondo. Negli ultimi anni, infatti, si sono avute più frane e slavine, l’agricoltura sta soffrendo a causa sia di secche sia di inondazioni, così come la produzione di energia idroelettrica, e i monsoni sono sempre più irregolari. Il calo della produttività dei campi inoltre, riferisce uno studio dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, sta spingendo tanti abitanti ad andarsene dalle proprie terre in cerca di una fonte di reddito stabile. E stando a uno studio Onu, il Nepal si trova al quarto posto al mondo quanto a “vulnerabilità” ai cambiamenti climatici.

Lo sguardo dei bambini. Bagnoli e Marino hanno chiesto ai ragazzi incontrati nel corso del loro viaggio di disegnare il cambiamento climatico. Un “compito” che ha evidenziato le differenze di percezione da regione a regione: si vedono alluvioni nelle immagini di chi vive nella piana del Gange, l’inquinamento dell’aria nella valle di Kathmandu, frane e ghiacciai che si stanno sciogliendo sulle vette del Langtang.

Futuro in pericolo. Marino dice che “ForEverest è un titolo iconico, perché quando si pensa all’Everest si pensa a una natura inarrivabile e immutabile, una natura che noi umani non pensiamo di poter intaccare. E invece siamo arrivati anche fino a lì”. E i rischi che stiamo correndo sono elevati. Come racconta ancora la giornalista: “Se continueremo con gli attuali livelli di emissioni di gas serra, i due terzi dei ghiacciai himalayani saranno perduti entro il 2100. Con conseguenze catastrofiche: l’acqua immagazzinata nell’Himalaya alimenta dieci dei più importanti sistemi fluviali, tra cui il Gange, il Mekong e l’Indo, da cui dipendono 1,9 miliardi di persone”.

L’articolo integrale di Laura Filios, ForEverest: la crisi climatica in Nepal vista con gli occhi dei bambini, può essere letto su Osservatorio Diritti. Foto di Diana Bagnoli

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