6 maggio 2015 ore: 15:48
Non profit

Nepal, i sopravvissuti di Kathmandu: “Non sappiamo cosa aspettarci dal futuro”

Strade inagibili, nessun accesso all’acqua, strutture sanitarie e fognarie distrutte: la popolazione nepalese è allo stremo. Il primo bilancio di Erica Beuzer, cooperante della ong bolognese Gvc, arrivata da pochi giorni a Kathmandu
Terremoto in Nepal - macerie

BOLOGNA – Il bilancio provvisorio aggiornato parla di oltre 7.500 vittime e di  quasi 15 mila feriti. 170 mila case distrutte e altre 140 mila danneggiate, ma il governo comunica che i danni, alla fine, raggiungeranno i 500 mila edifici. Al lavoro nelle aree colpite dal sisma dello scorso 25 aprile ci sono 131 mila tra soldati e agenti nepalesi, supportati da centinaia di squadre di soccorso inviate da altri Paesi. “A Kathmandu la vita poco a poco riprende – spiega Erica Beuzer della ong bolognese Gvc, arrivata nella capitale lo scorso giovedì per coordinare la missione –. Le poche fortunate persone che hanno ancora una casa, sebbene molto spaventate, sono rientrate. Quelle che purtroppo ancora non ce l'hanno, sono state rapidamente assistite con un riparo di emergenza, cure, cibo e acqua. Ma lo stress è enorme”. Erica ha raccolto le testimonianze delle persone accampate nel quartiere di Boda, alle porte di Kathmandu: “Mi hanno detto tutti la stessa cosa: ‘Dal futuro non sappiamo cosa aspettarci’. Me l’hanno ripetuto Sanjay e Radhika, me l’ha spiegato Pusspa in un inglese perfetto. Pusspa ha 11 anni e vive in tenda con la sua famiglia di 6 persone”.

La situazione è ancora più drammatica fuori dalla capitale, dove il terremoto ha abbattuto il 95 per cento degli edifici. Molti sono ancora isolati, perché quasi impossibili da raggiungere: “La situazione è gravissima per quanto riguarda gli shelter, i ripari provvisori, e sono soprattutto le condizioni igieniche, oltre alla penuria di cibo, a essere preoccupanti – racconta –. La rabbia della popolazione cresce: l’assistenza fa fatica ad arrivare perché le strade sono inagibili o inesistenti. Alcuni camion di aiuti umanitari sono stati assaltati, la gente è allo stremo”. Tra strade rotte, popolazione senza accesso all’acqua, strutture sanitarie e fognarie distrutte, cresce vertiginosamente il rischio di epidemie. 

La missione di Gvc si inserisce nel quadro delle iniziative coordinate da Agire, l’Agenzia italiana per la risposta alle emergenze, che raccoglie 10 tra le più importanti organizzazioni non governative che rispondono in maniera congiunta alle gravi emergenze umanitarie. Per sostenere la popolazione del Nepal è possibile donare mandando un messaggio al numero solidale 45591(1€ dal cellulare e 2€ dai telefoni fissi)fino al 10 maggio o attraverso il conto corrente bancario EmilBanca Codice IBAN IT 19 H 07072 02411 045000092736. (Ambra Notari)

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