12 maggio 2015 ore: 12:44
Non profit

Nepal, raccolti oltre 400 mila euro grazie al numero solidale di Agire

La campagna conclusasi il 10 maggio è stata lanciata da Agire e Expo Milano 2015: "Ringraziamo sia i donatori che le aziende telefoniche che hanno messo a disposizione questo strumento di donazione". Per seguire i primi risultati raggiunti, le azioni in programma nel medio e lungo periodo sono stati lanciati anche 4 Tweetup
ScanPix Terremoto Nepal - Raccolta fondi "Agire" 3

Foto: ScanPix

ROMA - Attraverso il numero solidale 45591 - nell’ambito della campagna lanciata da Agire e Expo Milano 2015 che si è chiusa alla mezzanotte del 10 maggio - sono stati donati oltre 400 mila euro, circa un terzo della raccolta globale dell’appello, per sostenere le persone più colpite dal terremoto in Nepal.

“Ringraziamo sia i donatori che le aziende telefoniche che hanno messo a disposizione questo strumento di donazione, che in Italia è ancora il più utilizzato per dare il proprio contributo in caso di crisi umanitarie e calamità” dichiarano gli organizzatori della campagna, ricordando anche come restino invece aperti tutti gli altri canali per continuare a sostenere i bisogni delle persone che in questo momento vivono sotto le tende nei 128 campi istituiti a Kathmandu e in ciò che resta dei villaggi della Kathmandu Valley, spazzati via dalla violenza del terremoto e delle frane.

“Abbiamo cominciato la distribuzione di acqua potabile a Bungamati, dove tutte le cisterne della città erano a secco da alcuni giorni e la popolazione non aveva accesso all’acqua potabile - spiega Enzo Maranghino, esperto emergenze del Cesvi  in Nepal -. La rete idrica è stata danneggiata dal terremoto e non sarà ripristinata prima di un paio di settimane. È fondamentale, in questo lasso di tempo, coprire questo urgente bisogno. Per questo ci siamo attivati immediatamente. Ma accanto a questo intervento di prima emergenza nel settore acqua, Cesvi insieme ad associazioni di volontari locali sta mettendo in campo una serie di attività che aiutino i bambini a superare il trauma del terremoto”. Infatti sono quasi un milione i bambini e i ragazzi (950 mila secondo dati delle Nazioni Unite) che non possono tornare a scuola, perché gli edifici sono stati rasi al suolo o trasformati in luoghi di accoglienza. “E’ quindi necessario allestire quanto prima scuole temporanee che permettano di riprendere le lezioni e ricreare luoghi di studio, gioco e assistenza psico-sociale” si legge in una nota.

A due settimane dal terremoto si comincia anche a guardare al lungo percorso di ricostruzione che attende il paese. Con più di 530 mila case distrutte o gravemente danneggiate e oltre 2,5 milioni di persone in emergenza abitativa, è urgente fornire ripari e alloggi temporanei. 240 centri di salute sono stati distrutti e 347 danneggiati, lasciando intere zone prive di presidi sanitari in un momento in cui  è necessario fornire cure a oltre 14 mila feriti, garantire cibo terapeutico a 85 mila bambini affetti da malnutrizione acuta. Le organizzazioni di Agire stanno lavorando per rispondere a questi bisogni, e per raccontare cosa stanno facendo in questa fase, fino al 25 maggio gli operatori umanitari delle 7 organizzazioni al lavoro in Nepal, sono protagonisti di 4 Tweetup aperti a tutti per condividere i primi risultati raggiunti, le azioni in programma nel medio e lungo periodo, immagini, video e testimonianze.

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