2 maggio 2015 ore: 13:35
Non profit

Nepal, “Servono latrine d’emergenza, teli per la pioggia e filtri per l’acqua”

Sale il conto delle vittime e il numero degli sfollati. Taddia, presidente dell'associazione Gvc: “Priorità alle primissime necessità, poi arriveranno esperti del settore: tra 4 mesi è inverno, la situazione sarà ancora peggiore”
Terremoto in Nepal - macerie

BOLOGNA – Nelle ultime ore, il bilancio del terremoto nepalese è salito a oltre 7mila vittime. Il distretto più colpito, con oltre 1500 morti, è quello di Sindhupalchok, teatro negli ultimi giorni di forti tensioni per l'assenza di aiuti. Le persone bisognose di beni di primissima necessità sono più di 1 milione. Secondo il sito www.earthquake-report.com, il più grande database indipendente sui terremoti al mondo, il bilancio finale potrebbe essere intorno alle 9mila vittime, con danni agli edifici per 3 miliardi e mezzo di dollari. A cui andranno aggiunti più o meno 5 miliardi per la ricostruzione: “Un dato comunque non altissimo, considerata l’enorme distruzione, ma legato alla povertà del Paese: il valore di tutte le infrastrutture della regione non supera i 40 miliardi di dollari”, ha spiegato alle agenzie James Daniell del Karlsruhe Institute of Technology, cofondatore del sito. “Una tragedia umanitaria, che ha convinto Gvc a partire”, spiega Dina Taddia, presidente della ong bolognese. Una missione per prestare assistenza umanitaria di primissima necessità alla popolazione locale attraverso professionisti espatriati, partner locali e la rete di Agire.

“Entro lunedì avremo in loco 4 persone. Lavoreremo in una zona del Nepal centrale, che prima del terremoto stava a 3-4 ore di macchina da Katmandu, un’area che raccoglie circa 15mila persone”. Gvc lavorerà con la ong nepalese Naf, da giorni alle prese con una prima valutazione: “In quella zona l’85 per cento delle case è distrutto. Distrutte una ventina di scuole, tanti centri salute. La situazione è grave, si contano centinaia di morti”. I beni di primissima necessità avranno, naturalmente, la priorità: “Costruiremo latrine d’emergenza, porteremo coperture di plastica per ripararsi dalla pioggia. Da un fornitore indiano stiamo facendo arrivare 2mila filtri per l’acqua. Porteremo pastiglie di cloro per purificare l’acqua, taniche per raccoglierla”. Alcuni villaggi possono essere raggiunti in macchina, “per arrivare ad altri  andremo a piedi o con asini”.

La presenza di Gvc sarà gestita a staffetta: i 4 cooperanti appena arrivati resteranno circa un mese, e stimeranno la portata delle varie necessità. In un secondo momento la ong manderà esperti del settore: “Sicuramente dovremo mandare degli architetti: l’inverno non è così lontano, e tra 4 mesi le condizioni saranno ancora peggio. Dovranno costruire un ricovero adeguato per i sopravvissuti: per farlo, privilegeremo materiale reperibile in loco e ci appoggeremo su personale locale". (Ambra Notari)

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