Nepal: Sos villaggi dei bambini apre due campi di primo soccorso
ROMA – L’associazione Sos villaggi dei bambini lavora in Nepal dal 1970. Prima della tragedia accoglieva 1.800 bambini e ne sosteneva 7.500. I programmi di rafforzamento familiare erano rivolti a 10 mila bambini e famiglie, inoltre veniva fornita assistenza sanitaria a più di 1.500 bambini e ragazzi. Ora in seguito al terremoto dei giorni scorsi l’associazione ha deciso di allargare il proprio intervento ad altre zone e alle vittime della tragedia allestendo due campi di primo soccorso.
Tre Villaggi sos sorgono vicini all'epicentro del terremoto (Sanothimi, Jorpati e Kavre). “I primi rapporti di Shankar Pradhananga, il direttore nazionale in Nepal, ci informano che nessun bambino da noi accolto e collaboratore sono stati feriti - si legge in una nota dell’associazione -. I danni alle infrastrutture sono minimi. Le squadre di emergenza sos si sono messe immediatamente al lavoro per soccorrere le vittime in due località vicine all'epicentro”.
Intanto è stato allestito un campo vicino a Kavre che sta accogliendo 111 persone (tra cui 45 bambini) e il Villaggio sos di Jorpati sta fornendo primo soccorso, cibo, acqua e sono state installate 20 tende per dare ricovero agli sfollati. E’ inoltre prevista la costruzione di spazi sicuri per l’infanzia dove i bambini, colpiti dal terremoto, potranno partecipare ad attività educative, ludico-artistiche e psicosociali in un ambiente stimolante e protetto.
“Dal momento che la zona più fortemente colpita è la valle di Kathmandu, si valuterà la situazione dei bambini e i nostri servizi verranno inevitabilmente estesi” dice Shankar Pradhananga, direttore nazionale di Sos villaggi dei bambini in Nepal “I nostri prossimi interventi si rivolgeranno principalmente ai bambini soli, non accompagnati o separati dalle famiglie in seguito al terremoto. Queste attività comprenderanno l’identificazione e la registrazione dei bambini non accompagnati, il ritrovamento delle famiglie d’origine, la riunificazione familiare. Si darà sostegno alle famiglie vittime del sisma”.
Shubha Murthi, direttrice internazionale Sos villaggi dei bambini Asia e Nepal, ha dichiarato: “Bhakatapur è un cumulo di macerie e polvere. Quasi tutte le case sono chiuse e le persone si sono radunate negli spazi aperti, a distanza di sicurezza dagli edifici pericolanti. Quando abbiamo fatto un giro della Piazza Durbar per visitare i campi spontanei, una nuova scossa di magnitudo 6,5 della scala Richter ha fatto tremare tutto per mezzo minuto. La parete del palazzo di fronte a noi è crollata e ci siamo salvati a stento. Ci sono circa 17 campi in luoghi aperti in città. Per ora non ci sono tende vere e proprie in questi campi e le persone si stanno arrangiando con grandi teli di plastica. Il traffico pubblico è completamente bloccato. La corsa per accaparrarsi i primi pacchi alimentari distribuiti nei campi è incredibile. Non ci sono ancora dati chiari e ufficiali riguardo alle vittime e alle perdite economiche perché tutti sono ancora occupati nelle operazioni di soccorso. Gli ospedali pubblici e i centri sanitari sono affollati di feriti e morti. Nella maggior parte dei campi i medici dell'esercito nepalese e indiano stanno facendo del loro meglio per fornire trattamenti immediati a chi ne ha più bisogno, ma non arrivano a rispondere a tutte le richieste di aiuto. Un altro problema riguarda la legna da ardere. Le scorte non sono sufficienti per la cremazione di tutti i morti. Il dipartimento forestale sta facendo del suo meglio per fornire nuove scorte” Conclude la direttrice, descrivendo la situazione che si respira in questo momento nel Paese.