12 ottobre 2017 ore: 12:35
Famiglia

Nidi, avanza la riforma dell'Emilia-Romagna: norme anti-maltrattamenti

Ci sono indicazioni per le caratteristiche dell'ambiente, degli arredi, l'organizzazione delle strutture, la soddisfazione delle famiglie. Si autorizza l'apertura dalle 7 alle 19.30, il sabato, durante le vacanze natalizie e pasquali ...

Bologna - Ci sono indicazioni per le caratteristiche dell'ambiente, degli arredi, l'organizzazione delle strutture, la soddisfazione delle famiglie. Si autorizza l'apertura dalle 7 alle 19.30, il sabato, durante le vacanze natalizie e pasquali e nei mesi estivi. Ma ci sono anche le prescrizioni per evitare maltrattamenti e abusi sui piu' piccoli. È la riforma del sistema dei nidi, micronidi e servizi integrativi dell'Emilia-Romagna, disegnata dalla nuova "Direttiva in materia di requisiti strutturali e organizzativi dei servizi educativi per la prima infanzia" rivolti a bimbi da zero a tre anni, che, ottenuto oggi il parere favorevole in commissione, sara' approvata in giunta entro fine mese. Nel frattempo, sempre dalla giunta Bonaccini e' arrivato il via libera all'assegnazione dei fondi per il 2017, oltre 7,3 milioni di euro da far piovere in regione.

"La novita' piu' significativa introdotta dalla Direttiva", specifica l'amministrazione di viale Aldo Moro, riguarda "il personale che opera a stretto contatto con i bambini, in particolare le educatrici: l'obiettivo e' prevenire casi di maltrattamenti e abusi dovuti a condizioni di stress o inadeguatezza al proprio lavoro". La direttiva, infatti, stabilisce che i gestori, pubblici o privati, delle strutture educative definiscano un piano specifico di prevenzione, valutazione e gestione del rischio stress da lavoro, in cui vanno indicate misure e strumenti per garantire ai bambini e alle loro famiglie la massima tutela. Tra questi, rientrano la formazione, il lavoro di gruppo, il raccordo costante con il coordinamento pedagogico territoriale e, laddove emergano segnali di disagio psicologico, un supporto specialistico al personale da concordare con le Aziende sanitarie.

Sul piano organizzativo, ci sono alcune disposizioni per adeguare la funzionalita' degli spazi e delle attrezzature al numero di bambini iscritti e alla loro eta'. "Un'importante novita'" riguarda l'obbligo della preparazione interna alla struttura, in cucine attrezzate, dei pasti per i bambini dai tre ai nove mesi di eta'. In generale, il testo definisce una serie di norme comuni e specifiche per le diverse tipologie di servizi. Per tutti, e' obbligatorio il rispetto dei requisiti di sicurezza, igiene, funzionalita' dell'ambiente e tutela del benessere dei piccoli. Viene confermato il rapporto personale-bambini (uno a cinque per la fascia tre-12 mesi; massimo uno a sette tra i 12 e i 36 mesi nel tempo pieno e uno a otto nel tempo parziale; uno a 10 tra i 24 e i 36 mesi), "aprendo molti spazi di flessibilita' nell'applicazione organizzativa". Tutte le strutture possono infatti aprire dalle 7 alle 19.30, il sabato, durante le vacanze natalizie e pasquali e d'estate. Inoltre, alle tradizionali sezioni omogenee per eta', si possono organizzare sezioni miste per favorire la relazione tra bambini di eta' diverse.

Confermate le disposizioni della precedente direttiva per i servizi domiciliari, i cosiddetti "piccoli gruppi educativi" (vanno autorizzati e messi in rete con i coordinatori pedagogici) che si possono avviare in famiglia, a casa dell'educatore, nei luoghi di lavoro e possono accogliere fino a un massimo di sette bambini, oppure otto, se non ci sono bimbi con meno di un anno. Tra i servizi integrativi ci sono gli spazi per bambini e qui il rapporto educatori-bambini dev'essere di uno a otto nella fascia 12-36 mesi, uno a nove tra 18 e 36 mesi, uno a 12 tra 24 e 36. Quanto alle educatrici, oltre all'idoneita' psicofisica, s conferma il requisito della laurea come titolo di studio.

"Garantire la continuita' dei servizi per la prima infanzia e' una priorita' fondamentale- sottolinea la vicepresidente e assessore regionale al Welfare, Elisabetta Gualmini- con le risorse trasferite ai Comuni diamo certezza sull'organizzazione dei servizi". La nuova direttiva sull'organizzazione e il funzionamento, prosegue, "conferma l'interesse della Regione Emilia-Romagna per asili nido di qualita', dove ai bambini sia garantito il benessere e la possibilita' di sviluppare al meglio le proprie capacita' e potenzialita'". In attesa che il testo del provvedimento completi il percorso di approvazione, la giunta regionale ha licenziato la proposta di riparto dei fondi per il 2017 per il sistema educativo relativo alla fascia zero-tre anni: 7,3 milioni in larga parte per alla gestione dei servizi per la prima infanzia (6.394.564 euro) e il resto, 909.720 euro, per la qualificazione del sistema dei servizi, attraverso la funzione del coordinamento pedagogico (359.720 euro) e la promozione di iniziative di formazione del personale (550.000 euro). I contributi saranno assegnati dalla Regione direttamente ai Comuni e loro forme associative e ripartiti in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi. Ovvero, cosi': a Bologna due milioni 72.000 euro; a Modena un milione e 131.000; a Reggio Emilia un milione; a Parma 768.000 euro; a Piacenza 304.000 euro; a Ferrara 479.000 euro; a Ravenna 648.000 euro; a Forli'-Cesena 529.000; a Rimini 369.000.

Il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia in Emilia-Romagna e' rappresentato da nidi d'infanzia che possono accogliere bambini in eta' tre-36 mesi, sia a tempo pieno che a tempo parziale, organizzati con modalita' diversificate in riferimento sia ai tempi di apertura (tempo pieno e part-time), sia alla loro ricettivita'; dai servizi domiciliari organizzati in piccoli gruppi educativi; da quelli integrativi, come lo Spazio bambini e i Centri per bambini e famiglie. Secondo i dati regionali riferiti all'anno 2015-2016, in Emilia-Romagna i bambini da zero a tre anni iscritti nei 1.199 servizi educativi erano oltre 32.500 (a fronte di 40.160 posti disponibili). Nell'area metropolitana di Bologna i servizi sono 289 e gli iscritti 8.852. Nelle altre Provincie: Modena (184 servizi, 5.207 iscritti), Reggio Emilia (148 servizi, 4.298 iscritti), Parma (123 servizi, 3.368 iscritti), Piacenza (66 servizi, 1.360 iscritti), Ferrara (91 servizi, 2.320 iscritti), Ravenna (130 servizi, 2.906 iscritti), Forli'-Cesena (112 servizi, 2.463 iscritti), Rimini (56 servizi, 1.785 iscritti). (DIRE)

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