19 dicembre 2014 ore: 17:07
Disabilità

Niente più fondi per la vita indipendente: disabili in catene da 5 giorni

È iniziata lunedì la protesta di quattro disabili gravi, che ora si apprestano a passare un'altra notte in una sala della regione Abruzzo, a Pescara. Oggetto del contendere, il rifinanziamento della legge 57/2012, rimasta a secco ormai da due anni
Carrozzina vuota in penombra, disabilità

PESCARA - Sono arrivati al quinto giorno di protesta i quattro cittadini disabili che lunedì si sono incatenati in una sala della sede della regione Abruzzo, a Pescara. Nell’edificio di viale Bovio, oltre al necessario per mangiare e dormire, hanno organizzato una piccola sala stampa, per interfacciarsi a istituzioni e media locali: oggetto del contendere è il rifinanziamento della legge regionale per la vita indipendente, che garantisce ai disabili gravi un fondo personale da destinare al pagamento di un assistente di fiducia.

Approvata nel 2012 dall’ex giunta Chiodi (Pdl) e votata all’unanimità dall’intero Consiglio regionale, la legge è rimasta senza fondi a partire dall’anno successivo: “all’epoca - spiega Nicolino Di Domenica, portavoce del Movimento vita indipendente -  l’intervento fu finanziato con 200mila euro, sufficienti a garantire l’attivazione di appena 13 progetti su 200 domande presentate; progetti che, a causa dei ritardi nella definizione delle linee guida, partiranno soltanto a breve”.

Lo scorso 2 dicembre, a nome del movimento, Di Domenica ha consegnato al governatore Luciano D’Alfonso e all’assessore al welfare Marinella Sclocco una petizione firmata da oltre mille disabili,  che chiedevano un finanziamento più congruo, pari a 5 milioni di euro. “In seguito - spiega Di Domenica - a occupazione già iniziata, abbiamo ridimensionato la richiesta a un milione di euro, data l’oggettiva situazione del welfare abruzzese. Questo basterebbe a garantire l’attivazione di una settantina di progetti a fronte di 500 domande previste per il prossimo anno. Ma la risposta della regione non ci convince affatto”.

Dopo un primo impegno da parte dell’assessore Sclocco, il Consiglio regionale ha infatti approvato una mozione per un finanziamento  di 1,4 milioni per l’anno 2015: un atto considerato insufficiente dal movimento, “in quanto non vincolante” precisa Di Domenica. “Al Consiglio - continua -  noi chiediamo una risoluzione che ci garantisca che le graduatorie vengano formulate entro il prossimo aprile; e che impegni la Regione a un incremento del fondo pari a un 20 per cento annuo, fino al raggiungimento di una somma soddisfacente”.

Così, nell’attesa della prossima mossa da parte della Regione, l’occupazione va avanti a oltranza, mentre la tensione tra i quattro manifestanti e il governatore comincia a farsi palpabile. “Per una semplice questione di puntiglio personale - conclude Di Domenica - D’Alfonso continua a rifiutare ogni contatto, accordo o perfino solidarietà con le centinaia di disabili gravi che da tutto l’Abruzzo stanno appoggiando la nostra lotta. Dal canto nostro, possiamo solo promettergli che, se neanche l’occupazione dovesse rivelarsi sufficiente, passeremo a forme di protesta più incisive, come lo sciopero della fame e della sete, o l’astensione dall’utilizzo dei farmaci, che potrebbe aggravare le già precarie condizioni di salute di alcuni di noi. Alle istituzioni la scelta” (ams)

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