15 ottobre 2014 ore: 15:03
Giustizia

No slot, i ragazzi del carcere Beccaria disegnano il logo della campagna

Succede a Milano, dove il simbolo sarà applicato sui negozi che hanno detto no alle macchinette da gioco. La campagna di sensibilizzazione è un modo per tenere accesi i riflettori sul carcere minorile
Logo No Slot - Mano

boxMILANO - Una mano gialla, color dell'oro, con sopra la scritta "Stop slot". Le due "S" sono uguali al simbolo del dollaro. È questa la campagna ideata dai ragazzi del carcere minorile Beccaria per segnalare con vetrofanie e manifesti i circa 20 negozi che hanno detto no al gioco d'azzardo. L'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino annuncia che anche i centri anziani del Comune esporranno questo simbolo, frutto di una campagna di sensibilizzazione fatta dagli educatori del Beccaria. "All'inizio i ragazzi erano più sensibili al sostegno all'azzardo che al contrato. A seguito di una serie d'incontri e dell'ideazione del logo No Slot hanno cambiato idea", racconta l'insegnate Francesco Raimondo. "Per i ragazzi vedere il loro lavoro esposto in città con il logo del Comune sarà molto importante", aggiunge.

Logo No Slot - Mano

La Sottocommissione carceri presieduta dal consigliere PD Alessandro Giungi sottolinea la volontà del Comune di dare visibilità al mondo del carcere minorile e di farlo conoscere oltre i muri della struttura. In questo contesto s'inserisce la prossima iniziativa del carcere minorile, "Diamo a Cesare quel che è di Cesare". L'occasione sono i 250 anni compiuti dal sempre attuale libro Dei delitti e delle pene, scritto proprio dall'uomo che dà il nome alla struttura carceraria. Gli educatori hanno preparato stralci in un italiano più semplice per condividere i contenuti del libro con i ragazzi. Tra i pezzi forti della mattinata del 6 novembre ci sarà la realizzazione di una macchina di tortura ad opera proprio dei ragazzi del Beccaria. Un modo per comprendere da dentro le sofferenze inferte da un sistema carcerario inumano. La garante dei detenuti del Comune di Milano Alessandra Naldi è intervenuta alla sottocommissione per ricordare che "il sistema carcerario da sei mesi manca di una guida ed p costretto a navigare a vista". Il riferimento è alla mancata nomina di un nuovo direttore del Dipartimento di amministrazione penitenziaria, che si ripercuote a cascata in tutti i settori del carcere. Compreso il Dipartimento di giustizia minorile. "Così – conclude Naldi – è difficile progettare", motivo per il quale le iniziative del Beccaria hanno più che mai bisogno di sostegno istituzionale. (lb)

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