15 febbraio 2017 ore: 13:31
Disabilità

Non autosufficienza, Fish: "Taglio sarebbe devastante. Faremo fronte comune"

La federazione assicura che “ogni azione praticabile verrà attivata per disinnescare una scelta che sarebbe devastante per il futuro delle politiche sociali. In queste azioni potremo contare su un fronte comune con molte altre associazioni ed organizzazioni, ma anche sul senso di responsabilità dei parlamentari”

ROMA - L’eventuale riduzione del Fondo per la non autosufficienza sarebbe una “scelta devastante per il futuro delle politiche sociali”: così la Fish, di fronte alla conferma del rischio del taglio, ricevuta ieri dal ministro Poletti durante il Tavolo nazionale per la non autosufficienza. “E’ lo stesso ministro Giuliano Poletti a confermare che l’ipotesi sta circolando ed è oggetto di analisi da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze – fa sapere le Fish - Poletti ha espresso ripetutamente la propria decisa contrarietà a questa prospettiva, rassicurando che la esprimerà in tutte le sedi istituzionali, operando per il mantenimento integrale degli stanziamenti stabiliti dall’ultima legge di bilancio. Questa istanza – osserva Fish - è supportata anche dalla volontà di elaborare e attuare un Piano per la non autosufficienza e garantire, a breve, livelli essenziali di prestazioni che consentano omogenea esigibilità di adeguati servizi in tutta Italia. Sulla costruzione di questo impianto sta appunto operando il Tavolo per le non autosufficienze fortemente voluto dal ministero, dalle associazioni e dalle organizzazioni sindacali che, nell’incontro di ieri, in modo unanime, hanno espresso forte dissenso rispetto al possibile scenario di compressione”.

Se l’ipotesi dei tagli non sarà smentita, la federazione è pronta a fare tutto il possibile. “La Fish, sollevando immediatamente la questione, ha dimostrato quanto elevata sia la soglia di attenzione anche su questi aspetti vitali per migliaia di persone  – commenta il presidente Vincenzo Falabella - Ogni azione praticabile verrà attivata per disinnescare una scelta che sarebbe devastante per il futuro delle politiche sociali. In queste azioni, ora ne siamo certi, potremo contare su un fronte comune con molte altre associazioni ed organizzazioni, ma anche sul senso di responsabilità dei parlamentari”.

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