18 luglio 2019 ore: 15:02
Società

Non riesci a pagare l'affitto? Refugee Welcome lancia “Coinquilini Solidali”

Chi ha una casa troppo grande da sostenere o è rimasto solo può iscriversi alla piattaforma dell'associazione e trovare il suo “match” per una convivenza in base a bisogni e possibilità. Musicco: “Gli stranieri scontano la sfiducia anche quando lavorano”
Affitti, casa, chiave su porta

MILANO – Il pensionato che è rimasto solo dopo la morte del coniuge e ora si ritrova con una casa troppo grande da sostenere dal punto di vista economico, spaziale e relazionale. Una mamma single che lavora full time a cui il contratto viene tramutato in part time ed è nell'impossibilità di pagare da sola l'affitto. A loro si rivolge “Coinquilini Solidali”, il progetto di Refugees Welcome Italia appena inaugurato che ha l’obiettivo di promuovere a Torino e in alcune altre zone del Piemonte coabitazioni ispirate al principio di solidarietà e collaborazione reciproca tra persone che vivono un momento di difficoltà o desiderano creare nuovi legami.

“Il bisogno abitativo non riguarda solo i rifugiati che sono sempre stati il nostro focus d'azione – spiega Fabiana Musicco, fra le fondatrici di Refugee Welcome che si è occupata dell'iniziativa finanziata dal Programma Housing della Compagnia di San Paolo –. Riguarda anche persone che per vari motivi, come il cambiamento della situazione economica, familiare o sociale si ritrovano in una situazione di criticità ma non ricevono alcuna risposta istituzionale perché i servizi sociali non hanno i mezzi per impattare sul cosiddetto disagio leggero”.


Mettere insieme risorse in base alle proprie possibilità per superare una fase difficile. Questo il cuore di “Coinquilini Solidali”, rivolto a italiani e stranieri, con bisogno diversi ma complementari. Come  chi possiede una casa troppo grande per le proprie, mutate, esigenze o si sente solo e chi, invece, una casa la cerca ma ha problemi ad accedere al mercato immobiliare o non conosce persone con cui abitare. Lanciato per cominciare su Torino, alcuni Comuni della cinta metropolitana, la Val Susa e Novara, il progetto “non prevede incentivi economici come contributi per l'alloggio (come è stato per esempio in varie città per rifugiati accolti in famiglia, NdR) - spiega Musicco - ma il matching fra persone avverrà attraverso il portale di Refugee Welcome compilando un modulo che permette il tracciamento dei profili sulle persone, individuando i loro bisogni concrete, le loro risorse economiche e l'immaginazione che hanno della propria vita futura”. Gli attivisti dell’associazione si occupano invece di far conoscere gli aspiranti coinquilini e di seguirli durante il percorso di convivenza e di illustrare le varie forme di mutuo aiuto che può mettere in atto chiunque abbia difficoltà ad accedere al mercato immobiliare degli affitti o della proprietà. Sono tanti in Italia come hanno mostrato i dati sugli sfratti del 2018 rilasciati dal ministero dell'Interno meno di una settimana fa o le 650 mila persone che attendono in graduatoria una casa popolare nella penisola. Tanti sia autoctoni che stranieri anche se, a volte, per ragioni diverse. I secondi “spesso sono persone con contratti anche a tempo indeterminato – chiude Musicco –  che in ragione della discriminazione o del senso di sfiducia che aleggia su di loro in questa fase storica non riescono a trovare casa pur avendone le credenziali o reti di appoggio dove coabitare”.

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